Cosa fa la Chiesa per difendere le vittime di tratta. In trappola 27 milioni di persone

di Agnese Palmucci, Roma
Domenica si celebrerà l’annuale giornata dedicata alla lotta contro lo sfruttamento delle persone. A Roma una serie di appuntamenti con le suore della rete internazionale Talitha Kum
February 5, 2026
Un momento del flashmob organizzato dalla rete di Talitha Kum l'anno scorso
Un momento del flashmob organizzato dalla rete di Talitha Kum l'anno scorso / Talitha Kum
Ventisette milioni. È il numero delle persone vittime della tratta degli esseri umani nel mondo, secondo i dati delle Nazioni Unite, che non fa che aumentare di anno in anno. Si tratta per lo più di donne, minori e migranti, sfruttati sessualmente o costretti al lavoro forzato. Una tragedia silenziosa e poco visibile, che trova in questo periodo storico nuove modalità di reclutamento e sfruttamento anche attraverso il mondo digitale. Fino a domenica, 8 febbraio, a Roma, in Italia e nel mondo, i riflettori saranno puntati sul dramma della tratta con una mobilitazione globale coordinata dalla rete internazionale della vita consacrata anti-tratta, Talitha Kum. Gli incontri di sensibilizzazione e formazione, che culmineranno con la partecipazione alla preghiera dell’Angelus con Leone XIV in piazza San Pietro, coinvolgono giovani da tutto il mondo e si tengono annualmente in preparazione alla Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra l’8 febbraio, nella memoria di santa Giuseppina Bakhita. La suora sudanese, che fu ridotta in schiavitù a sette anni, è diventata simbolo universale dell’impegno attivo della Chiesa contro la tratta.
«La pace comincia dalla dignità. Appello globale per porre fine alla tratta di esseri umani» è il tema della 12° Giornata mondiale, promossa dall’Unione Internazionale delle superiore generali (Uisg) e dall’Unione dei superiori generali (Usg). «Dire che la pace inizia dalla dignità significa che quest’ultima c’è davvero quando ogni persona è realmente protetta, rispettata – commenta suor Abby Avelino, la coordinatrice internazionale di Talitha Kum – e, soprattutto, quando promuoviamo davvero la pace, specialmente in questo momento in cui molti Paesi vivono conflitti». Basti pensare alla guerra in Ucraina e alla situazione dei migranti negli Stati Uniti, precisa la religiosa. «Abbiamo scelto questo tema per rilanciare l’appello di papa Leone XIV – prosegue suor Abby –, che dall’inizio del suo Pontificato non ha mai smesso parlare di pace».
Il programma della mobilitazione si è aperto ieri con un evento online di formazione guidato dai giovani, con l’obiettivo di mettere in evidenza approcci innovativi nell’impegno contro la tratta. Perché nella lotta allo sfruttamento degli esseri umani, la carta vincente è la «rete» tra i giovani, come ha spiegato ancora la coordinatrice di Talitha Kum. «Molti ragazzi sono vulnerabili alla tratta – sottolinea – e le voci di questi giovani leader, provenienti da tutti e cinque i continenti, possono davvero offrire nuovi punti di vista per sensibilizzare i loro coetanei». Si tratta di una «collaborazione preziosa tra le suore, i nostri partner e i giovani», e questo è essenziale per «formare ragazzi di tutto il mondo a riconoscere le forme di sfruttamento e a contrastarle usando la loro creatività».
Oggi, invece, si terrà la celebrazione di apertura della settimana di incontri presso la sede della Uisg a Roma, seguita dalla “Camminata per l’umanità” dei giovani, che hanno raggiunto Roma da ogni parte del mondo, dall’Australia al Botswana, dal Libano al Togo, dalla Giordania al Burundi. Alle 17.30, l’appuntamento sarà alla Basilica di Santa Maria in Trastevere per la processione con le candele e la Veglia di preghiera ecumenica, con la partecipazione del cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. «Le sfide sono cambiate drasticamente, oggi le persone vengono intrappolate sempre più spesso online – aggiuge suor Abby –. Molte vittime vengono sfruttate attraverso il web, non solo sessualmente, ma anche con truffe di ogni tipo da criminali». Domani, poi, si terrà il “pellegrinaggio online contro la tratta”, trasmesso in streaming dalle 11, che unirà tutti in un percorso di preghiera globale.
Sempre domani anche papa Leone XIV invierà un messaggio ai partecipanti. «Mi aspetto che il Pontefice incoraggi tutte le persone di buona volontà a camminare con noi – prosegue la suora –. Speriamo che possa aiutarci non solo a coinvolgere i leader della Chiesa, ma anche i responsabili dei governi, perché questo è il momento in cui dobbiamo lavorare insieme e la preghiera è lo strumento più potente che abbiamo tra le mani». Sabato 7 febbraio la Giornata, istituita nel 2015 da papa Francesco, proseguirà con un laboratorio formativo nella mattinata, seguito nel pomeriggio da attività di sensibilizzazione contro la tratta in piazza Pia.
La settimana si concluderà domenica con la preghiera dell’Angelus in piazza, seguita dalla Messa presieduta dal cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo metropolita di Westminster, nella cappella del Coro della Basilica di San Pietro alle 13. La settimana di eventi è stata organizzata in collaborazione con il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, il Dicastero per la comunicazione, il Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, la Rete mondiale di preghiera del Papa, Caritas Internationalis, il Movimento dei Focolari, il Jesuit Refugee Service (JRS) e molti altri gruppi. Tra le associazioni coinvolte la Comunità Papa Giovanni XXIII, il Forum internazionale di Azione Cattolica, l’Azione Cattolica italiana, l’Agesci, il Santa Marta Group, l’Unione superiore maggiori d’Italia, la Comunità di Sant’Egidio e numerose altre organizzazioni a livello globale.

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