lunedì 19 giugno 2017
Secondo i dati del Ministero dell'Interno, elaborati dall'Ismu, nei primi cinque mesi del 2017 sono state presentate quasi 60mila domande.
Richiedenti asilo in aumento del 49%

Il 2017 si conferma un anno record per le richieste di asilo e protezione. Secondo i dati del Ministero dell'Interno, elaborati e diffusi dall'Ismu, tra il 1° gennaio e il 31 maggio in Italia sono state presentate quasi 60mila domande di asilo, il 49% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Se si considera che nel 2016 il numero di richiedenti asilo e protezione internazionale ha raggiunto la cifra più alta mai registrata in un ventennio (oltre 123mila) - si legge in una nota dell'Ismu - si può, per il 2017, prevedere un nuovo record, se i dati confermeranno l’andamento dei primi cinque mesi dell’anno».

In maggioranza uomini, ma il 6% sono minori non accompagnati

Come nel 2016, anche i 59.579 richiedenti asilo conteggiati nei primi cinque mesi dell’anno sono in larga maggioranza uomini (85%). I minorenni sono oltre 6.700, di cui 3.530 non accompagnati. Per questi ultimi si registra un importante aumento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+89%): i minori non accompagnati costituiscono il 6% di tutti i richiedenti nel periodo considerato.
Rispetto alle nazionalità di chi cerca protezione nel nostro Paese, si rileva un significativo aumento dei cittadini provenienti dal Bangladesh: il loro numero è più che triplicato nei primi cinque mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre la Nigeria si conferma il primo Paese di origine, con oltre 12.300 richiedenti (un quinto del totale), il Bangladesh sale al secondo posto con più di 5.500 migranti che hanno fatto domanda di protezione, il 9% del totale (ben 1.347 domande nel solo mese di maggio appena concluso).

Meno domande esaminate

Rispetto al numero di domande esaminate, nei primi mesi del 2017 si è registrato un decremento: tra gennaio e maggio sono state valutate le richieste di oltre 33mila migranti, mentre nello stesso periodo del 2016 ne erano state esaminate più di 39.500. Se gli esiti restano prevalentemente negativi (sono il 58,6% i dinieghi nei primi cinque mesi dell’anno), aumenta la quota di coloro che ottengono lo status di rifugiato (8,7%, 2.900 migranti), mentre continua la prevalenza delle concessioni di permessi a titolo di protezione umanitaria (7.900 migranti, il 24% del totale).

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