lunedì 19 luglio 2021
Salperà entro agosto ed è stata finanziata grazia alla raccolta fondi della Onlus italiana "Resq". Il presidente Scalettari: "Ci uniamo alla flotta civile per salvare vite in mare"
Arriva "Resq People", una nuova nave umanitaria nel Mediterraneo Centrale
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A un anno dal lancio del progetto la Onlus italiana “ResQ People Saving People” si appresta a salpare per la prima missione di monitoraggio e soccorso nel Mediterraneo centrale. Entro agosto si aggiungerà alla flotta civile, decimata dai fermi amministrativi delle autorità italiane, la “ResQ People”, un’imbarcazione di 39 metri che ha già solcato il Mediterraneo centrale per soccorrere oltre 900 naufraghi, con l’organizzazione tedesca Sea-Eye e il nome di Alan Kurdi.

Alessandro Rocca / Resq

Il costo della nave ammonta a 400mila euro, raccolti grazie a oltre 3mila donatori. “ResQ People” ha una bandiera tedesca. L’equipaggio della prima missione è composto oltre che dal capomissione e dai marittimi professionali necessari a governare il vascello (comandante, primo e secondo ufficiale, direttore di macchina e macchinisti), anche una logista per coordinare l'assistenza dei naufraghi a bordo della nave, un cuoco, operatori addestrati al soccorso e team sanitario. L’equipaggio proviene da sette nazioni diverse e comprende sia figure di marittimi professionisti assunti per le missioni, sia volontari specializzati.

Il giornalista Luciano Scalettari, presidente di Resq People

Il giornalista Luciano Scalettari, presidente di Resq People - Alessandro Rocca / Resq

“Siamo enormemente felici di aver raggiunto questo obiettivo: una nuova nave di soccorso che si unisce alla flotta civile per salvare uomini, donne e bambini che, ogni giorno, rischiano la vita” - dichiara il Presidente di ResQ – People Saving People, il giornalista Luciano Scalettari. “Quest’anno ci sono già state almeno 800 vittime nel Mediterraneo centrale. Una sola sarebbe già troppa. Ecco perché abbiamo fretta di salpare, per dare una speranza in più a chiunque si trovi in pericolo nel nostro mare”.

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