sabato 1 luglio 2017
Il segretario dem da Milano attacca chi vuole ricompattare la sinistra senza il Pd, unica diga al populismo: rispondo agli elettori, non ai capi corrente. E sullo ius soli: non ci rinunciamo
Renzi: senza Pd la sinistra perde
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Chi si aspettava una mano tesa e un tono conciliante dal segretario del Pd è rimasto deluso. Matteo Renzi, infatti, concludendo l’assemblea nazionale dei circoli Pd tira dritto attaccando i nostalgici del passato, le correnti interne e annunciando che entro fine legislatura il Paese avrà un milioni posti in più. Poi un messaggio a chi pensa (come Pisapia e Bersani) di poter riunire il centrosinistra escludendo il Pd: «Chi immagina di fare il centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia». L’unica risposta che il segretario Pd si sente di dare è la risposta a «chi ha votato alle primarie non ai capi corrente, alle primarie non ai caminetti».

Un vero e proprio attacco al partito, non alla sua persona, definisce i continui mal di pancia interni e le tensioni sulla legge elettorale e lo ius soli, ma così «attaccano l'unica diga che c'è in Italia contro i populisti». Proprio sulla norma ora in Parlamento per riformare il diritto di cittadinanza Renzi chi tiene a fugare ogni dubbio: «Noi allo ius soli non ci rinunciamo perché è un principio di buon senso ed è sacrosanto che se una persona ha fatto un ciclo di studi qui e condivide i valori e le regole di questo Paese ha il dovere, non il diritto, di essere considerata cittadina italiana».

L’obiettivo del Partito democratico è invece quello di «riscrivere il futuro», mentre «c'è chi prova a riscrivere il passato». Io invece, è la linea seguita dall’ex premier, «vi propongo un percorso che superi la nostalgia». Questa infatti «non può essere il paradigma della lotta politica», con il lavoro fermo, gli investimenti in cultura impossibili e la parola austerità che regnava in Europa. E invece, «noi, insieme, abbiamo preso in mano il Paese».

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