mercoledì 16 agosto 2017
Il presunto assassino è un ceceno residente a Strasburgo dopo aver chiesto asilo politico. Pratica la lotta libera. Scarcerati i due amici.
Una foto dal profilo Facebook di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci morto in Spagna dopo un'aggressione in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna

Una foto dal profilo Facebook di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci morto in Spagna dopo un'aggressione in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna

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Una veglia di preghiera si è tenuta stasera, mercoledì 16, nella chiesa Gesù Buon Pastore nella zona di Casellina a Scandicci, in ricordo di Niccolò Ciatti, il 22enne toscano pestato a morte e ucciso la settimana scorsa in una discoteca a Lloret de Mar in Costa Brava. Il sindaco della città alle porte di Firenze, Sandro Fallani, è in continuo contatto con la famiglia del ragazzo, rientrata in Italia: "Sono distrutti, ed è dire poco. Ma vogliono giustizia".

Faliani ha detto che il Comune proverà «a costituirsi formalmente parte civile nel processo che ci sarà. Se questo non sarà possibile - ha spiegato - vorremmo essere parte civile sostanziale: stamattina sto cercando il sindaco di Lloret del Mar. Lui ha espresso la volontà, e ne ha la facoltà, di costituirsi parte civile. Vogliamo trovare un ponte collaborativo su questo - ha detto
Fallani - perché non vogliamo lasciare sola la famiglia di Niccolò. Vogliamo aiutarli ad avere giustizia".

La sorella del giovane ha aperto una petizione online per chiedere giustizia.

Il presunto assassino rischia 20 anni

Si aggrava la posizione giudiziaria del ceceno Rassul Bissultanov, 24 anni, responsabile del calcio in testa che ha ucciso Niccolò Ciatti a Lloret del Mar nella notte tra venerdì e sabato scorsi: è emerso che è un professionista della lotta libera e per lui ora si prospetta un processo per omicidio intenzionale e una possibile condanna a 20 anni di carcere.

A Roma intanto si è mosso oggi, dopo la scarcerazione dei due amici ceceni di Bissultanov che lo avevano accompagnato
nell'aggressione, il ministro degli Esteri Angelino Alfano. In una telefonata, ha riferito al collega spagnolo Alfonso Dastis che la notizia ha provocato "perplessità e inquietudine nell'opinione pubblica italiana". Alfano ha chiesto che tutti i responsabili del delitto siano presto giudicati e condannati, dando poi indicazioni all'ambasciata d'Italia a Madrid, al consolato generale a Barcellona e alla Farnesina di continuare a prestare massima assistenza alla famiglia Ciatti e a seguire il caso da vicino in stretto contatto con le autorità spagnole.

Kabibul Kabatov e Movsar Magomadov, rimessi in libertà provvisoria dal tribunale di Blanes in attesa del giudizio perché ritenuti non responsabili diretti della morte di Niccolò, sarebbero già a Strasburgo, dove vivono dopo aver chiesto l'asilo politico alla Francia. Una decisione che il magistrato inquirente spagnolo ha preso sulla base delle immagini del pestaggio mortale riprese da uno dei presenti nella discoteca, riferisce il quotidiano catalano Punt Avui.

Le telecamere del locale, puntate alternativamente su vari punti del St Trop, non hanno registrato l'aggressione, durata circa 45 fatali secondi. Ma il video con gli ultimi secondi del pestaggio è abbastanza chiaro perché il dj del locale, resosi conto di quanto stava accadendo, ha fermato la musica e acceso le luci.

Il quotidiano El Periodico ha rivelato che i tre ceceni praticano da anni la lotta libera in una palestra di Strasburgo. Bissultanov ha partecipato a diverse gare. "Non è un violento", ha provato a difenderlo il suo allenatore, Jean Luc Beck. Un'affermazione smentita però dalle immagini del pestaggio e dal violento calcio alla testa sferrato dal giovane ceceno a Ciatti già a terra. Davanti al giudice, i tre uomini hanno sostenuto contro ogni evidenza che, sembra dopo una spinta, "sono stati gli italiani a cominciare", scrive Punt Avui. Poi si sarebbero detti pentiti dell'accaduto.

"Sono uomini molto forti che davvero fanno paura", ha detto di loro l'avvocato Joaquin Boadas, che rappresenterà al processo
i titolari del St Trop e l'associazione dei locali notturni Fecasarm quale "accusa privata" e "pubblica", come prevede la legge spagnola. Boadas chiederà l'incriminazione di Bisultanov per "omicidio" intenzionale e 20 anni di carcere: "Ha agito a
tradimento - accusa - mentre la vittima era a terra, senza difesa, usando la propria superiorità come lottatore".

Ora il Consolato Generale di Barcellona, che ha assistito la famiglia nella drammatica vicenda, attende il via libera del magistrato per il rimpatrio della salma.

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