domenica 14 giugno 2020
Dalla riunione degli Stati generali l'esecutivo Conte stila una sorta di programma post-pandemia in 9 capitoli con riforme e progetti per la ripartenza del Paese
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Villa Pamphili agli Stati generali dell'Economia

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Villa Pamphili agli Stati generali dell'Economia - Lapresse

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Un programma di massima di governo riscritto dopo la pandemia, ai tempi del Covid-19. E’ il documento “Progettiamo il Rilancio”, il nome scelto dal premier Giuseppe Conte e dal suo staff per indicare quelli che sono comunemente chiamati Stati generali per il rilancio dell’economia. Due pdf suddivisi entrambi in 9 capitoli: uno che indica i macro-obiettivi, un altro – più esteso – che elenca per sommi capi 55 voci (al loro interno poi ulteriormente dettagliate) corrispondenti a quegli "atti concreti" da intraprendere indicati dal presidente Mattarella e dal governatore Visco, quelle riforme sollecitate sabato anche dai vertici europei nella prima giornata delle assise in corso a Villa Pamphilj, riforme che dovranno fungere da base alla prossima legge di Bilancio 2021 e al "Recovery plan" da presentare a Bruxelles per l’accesso al pacchetto di fondi europei del Next Generation Ue.

I 9 capitoli sono: “Un Paese completamente digitale” (per connettere tutti alla fibra ottica e superare il divario digitale); “Un Paese con infrastrutture più sicure ed efficienti” (completamento dell’Alta velocità, un programma per i porti, realizzazione del “Progetto rinascita urbana”, rilancio dell’impiantistica sportiva); “Un Paese più verde e sostenibile” (investimenti sulle energie rinnovabili, creazione del “Parco solare Italia”, lotta agli sprechi alimentari, progetto “Italia in bici” ed efficientamento energetico di tutto il patrimonio pubblico); Imprese e lavoro (i nuovi incentivi di Impresa 4.0 Plus, attrazione degli investimenti, contrasto al caporalato e lavoro “nero”, rimodulazione dell’orario di lavoro); Filiere produttive (tax credit per gli alberghi, piano di sviluppo degli agriturismi, riforestazione, passaggio più rapido a veicoli meno inquinanti, un piano nazionale per l’acciaio); Pubblica amministrazione da digitalizzare sempre più; Formazione e ricerca (creazione di ecosistemi dell’innovazione al Sud , contrasto alla dispersione scolastica, avvicinare la ricerca alle imprese); “Un’Italia più equa e inclusiva” (potenziamento della sanità e dei servizi di prevenzione, assegno universale ai figli, tassazione di vantaggio per il Sud, aumento delle pensioni d’invalidità, potenziamento del servizio civile universale); infine, Giustizia e Fisco, con le riforme di cui si discute da tempo.

Contenuti che saranno discussi negli incontri ripresi da questa mattina, lunedì, alle 9, con l’atteso primo intervento di Vittorio Colao, il manager che ha guidato la task force scelta dal governo che ha redatto un suo piano in 121 pagine e 102 schede, in parte confluito nel documento governativo. Una giornata che sarà dedicata agli interventi sul lavoro: tocca anche ai tre leader sindacali confederali e poi alle altre sigle. Alle 18 Anci, Upi e Conferenza delle Regioni.

Primo giorno di una settimana peraltro densa di impegni: alla Camera la commissione Bilancio entra nel vivo della mole di emendamenti al “decreto Rilancio”, mentre l’aula dovrà votare il decreto che accorpa (per ora al 20 e 21 settembre) elezioni amministrative e referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. E venerdì 19 è in programma il Consiglio Europeo fra i leader nazionali, anche se dovrebbe essere interlocutorio.

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