lunedì 21 novembre 2011
​Al processo sul "caso Ruby", che vede imputati il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti (Pdl), l'impresario Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede, i giudici di Milano hanno stabilito che tutte le ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore vanno considerate parti offese e di conseguenza potrebbero costituirsi parte civile.
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Al processo sul "caso Ruby", che vede imputati il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti (Pdl), l'impresario Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede, i giudici di Milano hanno stabilito che tutte le ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore vanno considerate parti offese e di conseguenza potrebbero costituirsi parte civile.Con un'ordinanza, oggi i giudici della quinta sezione penale hanno stabilito che il decreto di rinvio a giudizio deve essere notificato a tutte le ragazze che parteciparono alle feste, perché tutte in base ai più recenti orientamenti della giurisprudenza, che tutelano la liberta di auto-determinazione dei soggetti nella sfera sessuale, vanno considerate parti offese.Secondo la procura di Milano, Minetti, Mora e Fede - accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, e rinviati a giudizio lo scorso ottobre - avrebbero reclutato a pagamento o dietro promesse di regali numerose giovani, anche minorenni, per party ritenuti "erotici" nelle residenze dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato in un processo parallelo cominciato nell'aprile scorso.I giudici, oggi, in attesa delle notifiche, hanno rinviato il processo al 20 gennaio prossimo. All'udienza non era presente nessuno degli imputati.Il Tribunale ha anche preso atto della richiesta di costituzione di parte civile di Imane Fadil, che ha partecipato ad alcune feste nella casa del premier.Tutti e tre gli imputati si sono dichiarati estranei alle accuse.
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