mercoledì 30 marzo 2011
La maggioranza accelera sul processo breve ed è scontro con l'opposizione. L'aula della Camera, su richiesta del Pdl appoggiata dalla Lega, approva di passare subito all'esame e al voto sul processo breve. L'opposizione per protesta abbadona i lavori del Comitato dei nove della Commissione Giustizia. A fine giornata l'annuncio del rinvio a domani alle 10 dell'esame del ddl.
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Dopo gli scontri in Aula che hanno portato alla sospensione della seduta, alla ripresa dei lavori il vicepresidente della Camera Antonio Leone ha annunciato il rinvio a domani alle 10 dell'esame del disegno di legge sul processo breve. La decisione è stata salutata da gli applausi dell'opposizione. Dopo il tentativo di sfondamento del portone di Montecitorio da parte di alcuni manifestanti in sit-in contro il processo breve, è uscito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che è stato oggetto, insieme alla sottosegretaria Daniela Santanchè, del lancio di monetine."Se lo ha detto mi prenda lui un appuntamento". Così sempre La Russa ha risposto ai cronisti in Transatlantico che gli chiedevano un commento alle parole del presidente della Camera Gianfranco Fini, che uscendo dall'Aula aveva sibiltato "curatelo", riferendosi al titolare della Difesa. In Aula La Russa aveva indirizzato un "Vaffa" a Fini, che lo aveva ripreso nel corso dell'infuocato dibattito.LA MAGGIORANZA ACCELERALa maggioranza accelera sul processo breve ed è scontro con l'opposizione: l'aula della Camera, su richiesta del Pdl appoggiata dalla Lega, ha approvato che si passasse subito all'esame e al voto del processo breve. I deputati dell'opposizione per protesta hanno abbandonato i lavori del Comitato dei nove della commissione Giustizia per protesta contro la decisione della maggioranza "di strozzare i tempi del dibattito" sul processo breve.Nell'emiciclo di Montecitorio c'erano molti ministri, da Frattini ad Alfano, a La Russa, fino a Bossi e Calderoli. Pdl e Lega in aula alla Camera hanno fatto passare per 15 voti l'inversione dell'ordine del giorno che ha fatto slittare l'esame della legge comunitaria e ha anticipato il voto sul ddl sui tempi dei processi. L'emiciclo si è scaldato e il segretario del Pd, Pierluigi Bersani ha tuonato: "Questo è il governo della vergogna, della violenza parlamentare e della furbizia, per salvare uno solo, butta a mare centinaia di processi". Ecco, "ora abbiamo capito a cosa serve il viaggio a Lampedusa. A togliere i riflettori da qua". Di Pietro non c'era perché era a Campobasso, testimone per "l'accusa in un processo a 20 persone tra cui il presidente della Regione". "Vergogna, vergogna" ha gridato in aula l'opposizione, alzata in piedi per applaudire il presidente dei deputati Pd, Dario Franceschini. È stato Gianfranco Fini a riportare l'ordine paventando la possibilità di dover altrimenti sospendere i lavori dell'aula. Critico anche l'Udc. "Purtroppo siamo alle solite. Dopo averci illuso che "la priorità era una riforma della giustizia per gli italiani", ha detto Pierferdinando Casini, ecco un "provvedimento per placare le ossessioni giudiziarie del presidente del Consiglio. È una vergogna". Respinte le richieste delle opposizioni di voto a scrutinio segreto e bocciata la pregiudiziale di costituzionalità, Pdl e Lega hanno fatto scudo a difesa della richiesta e del provvedimento. "L'inversione dell'ordine del giorno ha destato scandalo, se si fosse proceduto da calendario si sarebbe votata la Comunitaria con la responsabilità civile dei magistrati. L'indignazione era comunque programmata", ha replicato alle opposizioni il ministro della Giustizia Angelino Alfano.I deputati dell'opposizione hanno abbandonato la riunione del Comitato dei Nove della Commissione Giustizia per protesta contro la decisione della maggioranza di «strozzare i tempi del dibattito sul testo per la prescrizione breve». «Loro vogliono strozzare al massimo i tempi del dibattito su questo provvedimento - spiega il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti - perché vogliono votare al massimo entro domani il testo. Ma questo è un blitz inaccettabile e noi in Aula daremo battaglia».Il Comitato dei Nove della Commissione Giustizia della Camera ha dato parere negativo all'emendamento presentato dall'opposizione al testo sulla prescrizione breve che prevedeva di dare la possibilità al magistrato di pronunciare sentenza di proscioglimento in caso di tenuità del reato e di lievi conseguenze penali. Per la complessità della materia e per le polemiche che ne sono nate, la maggioranza ha deciso di non inserire questa misura nel provvedimento che dovrebbe essere già da oggi all'esame dell'Aula di Montecitorio. Molto probabilmente questa norma, proposta dal Pd, diventerà oggetto di un provvedimento ad hoc.Dal Comitato dei Nove hanno ricevuto parere positivo solo alcuni emendamenti per lo più proposti dal relatore Maurizio Paniz. Si tratta di proposte di modifica che puntano a cambiare il nome del provvedimento: non ci sarà più il riferimento alla «ragionevole durata dei processi» come elemento essenziale del titolo. Il capo dell'ufficio giudiziario che dovrà fare la segnalazione contro il magistrato "lumaca" dovrà trasmetterla direttamente al Guardasigilli e al Consiglio superiore della magistratura. Non ci sarà più l'obbligo di inoltrarla al Procuratore generale della Corte di Cassazione. Per quanto riguarda la durata del primo grado del processo, fissata nel provvedimento a tre anni, si sta studiando la possibilità di dare più tempo, prima di fare la segnalazione per il ritardo, per procedimenti penali particolarmente complessi. Da Napolitano arriva un nuovo invito a "rimuovere tensioni anche istituzionali che finirebbero per alimentare nell'opinione pubblica e specialmente tra i giovani motivi di disorientamento e sfiducia che è indispensabile scongiurare", proprio sul delicatissimo terreno della giustizia.
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