mercoledì 8 novembre 2023
Il testo della ministra Casellati sarà incardinato a Palazzo Madama, dove a guidare la commissione dedicata c'è Balboni di Fdi. Boccia (Pd): «Ci sarà un baratto nella maggioranza con l'autonomia»
La presidente del Senato Casellati

La presidente del Senato Casellati - Ansa

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Al contrario di quanto ci si aspettava, l'iter del ddl per l'elezione diretta del capo dell'esecutivo partirà dal Senato. Il testo della riforma arriverà in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama già nei prossimi giorni, al termine dell'esame dell'Autonomia differenziata. Una circostanza quest'ultima che ha alimentato i sospetti delle opposizioni, tanto che Pd, Alleanza Verdi e Sinistra italiana e M5S, sono intervenuti alla Camera per chiedere al governo il motivo di questa scelta, assieme a una convocazione urgente della capigruppo. La ministra competente, Maria Elisabetta Casellati, ha però negato che dietro la decisione ci siano ragioni politiche, bollando le critiche come «polemiche strumentali».

«Bisogna sempre voler trovare il pelo nell'uovo - ha commentato la titolare delle Riforme istituzionali -. La riforma dovrà fare il passaggio di entrambe le Aule. Se va in una Camera non è che poi non vada nell'altra quindi è indifferente. È finita l'autonomia in commissione, ormai è stata esitata quindi c'è lo spazio, non capisco perché anche questo debba dar luogo a polemiche, non vedo proprio il problema».

La spiegazione però non convince i dem che, con il capogruppo al Senato, Francesco Boccia, hanno parlato di «un baratto nella maggioranza tra il premierato e l'autonomia differenziata». Ma c'è poi un altro aspetto, legato al fatto che a guidare la commissione interessata al Senato è Alberto Balboni di Fdi. Coincidenza non sfuggita a Simona Bonafè (tra gli altri), convinta che l'esecutivo confidi in un passaggio in qualche modo più agevole di quello previsto alla Camera. La motivazione di questa decisione, è il ragionamento, «sarebbe dovuta all'appartenenza politica del presidente della Camera e di quello della prima commissione, che non darebbero sufficienti garanzie sull'iter del provvedimento. Se così fosse - ha messo in chiaro al deputata in Aula - sarebbe di una gravità inaudita».


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