Pozzuoli. Famiglia inghiottita dalla solfatara: morti madre, padre e figlio 11enne


martedì 12 settembre 2017
I genitori avrebbero tentato di salvare il figlio, che si era spinto oltre i limiti di sicurezza. Salvo l'altro bambino, più piccolo, che era rimasto indietro
Famiglia inghiottita dalla solfatara: morti madre, padre e figlio 11enne

Tre persone sono morte all'interno del cratere della Solfatara di Pozzuoli, a Napoli. Le vittime sono padre, madre e un figlio di 11 anni, originari di Torino ma residenti a Meolo, in provincia di Venezia, mentre il secondo bambino della coppia, 7 anni, si è salvato. Si chiamavano Massimiliano Carrer, 45 anni, Tiziana Zampella, 42 anni, e Lorenzo.

La famiglia di turisti si trovava a Pozzuoli in vacanza; stando alla prima ricostruzione i genitori sarebbero deceduti mentre tentavano di salvare il figlio che aveva raggiunto una zona pericolosa e vietata del cratere, segnalata anche con corde e picchetti, al cui fondo ci sono fanghi ad elevata temperatura.. Il più piccolo della famiglia sarebbe rimasto indietro, scampando alla tragedia. Non si esclude però che all'origine dell'incidente vi sia uno smottamento e l'apertura improvvisa di un crepaccio: le vittime sarebbero sprofondate letteralmente in una voragine piena di fango bollente.

I corpi sono stati recuperati dai vigili del fuoco. Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, d'accordo con la giunta comunale, ha proclamato per domani, 13 settembre, una giornata di lutto cittadino.

Cos'è la Solfatara

La Solfatara è uno dei vulcani dei Campi Flegrei, comprensorio a nord di Napoli costituito da circa 40 antichi vulcani. È un'oasi naturalistica di 33 ettari di estensione da sempre meta di turisti. Conta la presenza, oltre che dei noti fenomeni vulcanici, quali le fumarole, le mofete ed i vulcanetti di fango, anche di zone boschive e di zone di macchia mediterranea nonché di alcune singolarità naturali, geologiche, botaniche e faunistiche.

Cartelli, indicazioni di pericolo e steccati in legno sono sistemati ovunque per delimitare le zone “turistiche” da quelle a rischio lungo il percorso. Nella Solfatara si accede, dopo aver pagato il biglietto di ingresso, ad un tracciato che è possibile percorrere con
l'ausilio di guide, a pagamento, oppure da soli, seguendo appunto le indicazioni e i cartelli. La zona è aperta abitualmente anche a visite scolastiche, oltre che serali grazie a un suggestivo impianto di illuminazione notturna. All'interno dell'area c'è anche un camping.

La Solfatara di Pozzuoli è uno dei luoghi di più forte richiamo turistico, scientifico ma anche religioso: secondo la tradizione, fu in quell'area vulcanica che avvenne nel IV secolo la decapitazione del vescovo Gennaro, poi eletto patrono di Napoli e della Campania. A pochi centinaia di metri dalla Solfatara c'è la basilica di San Gennaro, dove è custodita una pietra macchiata che il 19 settembre, festa del patrono, acquisterebbe un colore rosso vivo.

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