Pandoro gate, Ferragni assolta nel processo per truffa

L'influencer era imputata per truffa aggravata per presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social. Già chiuso il fronte amministrativo versando 3,4 milioni
January 14, 2026
Pandoro gate, Ferragni assolta nel processo per truffa
Chiara Ferragni al tribunale di Milano per la sentenza del processo per truffa per il caso pandoro e uova di pasqua / FOTOGRAMMA
Chiara Ferragni è stata assolta al termine del processo abbreviato con al centro i noti casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. Lo ha deciso il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini. L'influencer era imputata per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social: secondo l'accusa, avrebbe promosso la vendita dei due dolci lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe andato a finanziare progetti di beneficenza. La vicenda, delfagrata due anni fa, aveva fatto molto discutere su diversi temi, ponendo questioni ad esempio legate alla gratuità e all'utilizzo della propria immagine.
Oltre a Chiara Ferragni sono stati assolti sempre con la formula del 'non luogo a procedere' il suo ex braccio destro, Fabio Damato, e Francesco Cannillo, presidente del cda di Cerealitalia. Anche per loro e' scattata l'improcedibilita' dopo il ritiro della querela che era stata presentata e poi ritirata dal Codacons dopo che l'influencer aveva risarcito con 3,4 milioni i consumatori.
L'aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli avevano chiesto una condanna ad un anno e 8 mesi senza attenuanti. I difensori, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, nella loro discussione, hanno ribadito ciò che da sempre sostengono: Chiara Ferragni andava assolta con formula piena in quanto "non c'è stato alcun dolo", ossia alcuna volontà di raggirare i consumatori e anzi, dal punto di vista oggettivo degli elementi probatori, non si è verificata proprio alcuna truffa. Semmai si è trattato al massimo di un caso di presunta pubblicità ingannevole, dovuto ad errori di comunicazione e per il quale la modella imprenditrice ha già chiuso il fronte amministrativo versando risarcimenti, ma anche donazioni, per un totale di circa 3,4 milioni di euro.
"È finito un incubo, sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta". Assediata da decine di cronisti, anche esteri, Chiara Ferragni inel pomeriggio ha ribadito, come gia' in mattinata, la sua fiducia nella magistratura usendo dall'aula dove poco prima era stata letta la sentenza del processo col rito abbreviato. "Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower", ha aggiunto Ferragni.
Stando alle indagini della Guardia di Finanza, tra il 2021 e il 2022 l'influencer avrebbe ingannato follower e consumatori ottenendo "ingiusti profitti" in relazione alla vendita dei prodotti presentata come benefica.

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