lunedì 18 settembre 2023
Via libera alla stretta per i migranti che sbarcano in Italia. La premier: Von der Leyen ora parla come noi ma la sinistra europea ci rema contro. Gli elogi a Salvini e Tajani
Meloni ieri a Lampedusa

Meloni ieri a Lampedusa - Ansa

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Il momento è delicato. Lampedusa è in una situazione di oggettiva criticità e i rapporti con l'Europa sono tesi. E c'è il rischio che gli interessi elettorali delle singole forze di maggioranza prendano il sopravvento sulla necessità di trovare soluzioni. Per questo motivo la presidente del Consiglio ha introdotto il Cdm riunitosi a ora di pranzo con un discorso più corposo e politico del solito. E confermando la stretta annunciata nel videomessaggio di venerdì sera - nuovi Centri per i rimpatri e trattenimento di chi sbarca sino a 18 mesi -assicura che "tutto il centrodestra ha la stessa visione e che tutti lavorano nella stessa direzione, a dispetto di quello che si legge e si tenta di raccontare in questi giorni". Un modo per archiviare l'imbarazzo della doppia foto di domenica: lei a Lampedusa con Von der Leyen e quindi con le istituzioni europee, l'alleato e vicepremier Salvini a Pontida con la leader della destra francese Marine Le Pen. E per archiviare anche gli attacchi di alcuni esponenti del Carroccio (compreso il ministro Calderoli) verso l'operato del titolare degli Interni Matteo Piantedosi e verso la linea considerata "diplomatica" del presidente del Consiglio.
"La Commissione Europea e buona parte delle Nazioni europee si sono schierate sulle stesse posizioni italiane", rivendica la premier e "il Piano in dieci punti presentato ieri a Lampedusa dalla presidente von der Leyen è, per certi versi, sorprendente, perché perfettamente in linea con quel cambio di paradigma che questo Governo ha sostenuto fin dal suo insediamento e che ora si è affermato a livello europeo". Meloni si ferma in particolare su una frase di Von der Leyen. La presidente della Commissione ha detto "Decidiamo noi chi entra in Europa, non i trafficanti di esseri umani”. La premier scandisce queste parole e continua: "Sono le cose che abbiamo più volte pronunciato io, Matteo, Antonio e noi tutti". E chiamare per nome i due vicepremier ha anche lo scopo di attenuare le distanze, evidenti, tra i due. "Chi sa se ora accuseranno anche Von der Leyen", chiosa la premier.

Alla Lega che dice di non fidarsi troppo dell'Ue, Meloni assicura: "Ora il Governo seguirà con grande attenzione, passo dopo passo, gli impegni che l’Europa si è assunta con l’Italia, a partire dall’impegno per sbloccare in tempi rapidi le risorse previste dal Memorandum con la Tunisia. Al prossimo Consiglio europeo informale di ottobre l’Italia chiederà agli altri Stati membri di assumere le decisioni necessarie e conseguenti, soprattutto in tema di blocco delle partenze illegali dal Nord Africa".

L'altro segnale che Meloni lancia al suo governo e alla maggioranza è che in vista delle elezioni europee di giugno 2024 l'avversario è la sinistra, non interno. "Dispiace constatare - dice - che parte delle forze politiche italiane ed europee, per ragioni ideologiche o, peggio, per calcolo politico, remino contro e facciano di tutto per smontare il lavoro che si sta portando avanti. Mi riferisco alla lettera dell’Alto rappresentante per la politica estera europea Borrell, agli appelli dei socialisti europei e alle prese di posizione di diversi esponenti della sinistra ma non solo", dice in riferimento alle proteste contro il memorandum siglato dall'Ue con Tunisi. Una stoccata anche al Pd: "La loro proposta, in sostanza, è accogliere chiunque arrivi per poi provare a chiedere la redistribuzione in Europa. È sempre stata indifendibile la linea italiana di chiedere all’Europa di accogliere gli immigrati illegali che l’Italia faceva entrare mentre gli altri controllavano i propri confini, ma diventa addirittura un boomerang in questa epoca storica. Schlein - insiste Meloni - probabilmente non si è resa conto che attualmente i Paesi dell’est Europa accolgono milioni di rifugiati ucraini e pertanto, se dovesse passare un meccanismo automatico e aritmetico di redistribuzione, l’Italia si ritroverebbe a doversi far carico di molti più richiedenti asilo di quanti non ne abbia attualmente. Non saremmo noi a ricollocare migranti all’est, ma i Paesi di Vysegrad a ricollocare rifugiati nell’Europa occidentale". Ma i dem replicano a strettissimo giro: quello della premier, dicono, è una "una ricostruzione delirante" da parte di una premier che "non ha soluzioni". Reagisce anche Schlein in prima persona: "La presidente del consiglio, che professava l'uscita dall'euro, il blocco navale e il taglio delle accise sulla benzina, la difesa dei lavoratori, tanto per citarne alcuni, si è dimostrata campionessa mondiale di boomerang che poi tornano addosso al Paese. Si ricordi che al governo c'è lei e si impegni a gestire il fenomeno migratorio anzichè attaccare l'opposizione, perchè a Lampedusa dei suoi slogan traditi non se ne fanno nulla e hanno bisogno di fatti".

LE MISURE VARATE IN CONSIGLIO DEI MINISTRI

Un Centro per i rimpatri (Cpr) in ogni Regione e aumento del trattenimento dei migranti fino a 18 mesi, il massimo consentito dalla normativa europea. Sono queste le misure assunte il Consiglio dei ministri oggi alle 12.30. Interventi annunciati dalla premier Giorgia Meloni in un video diffuso venerdì sera e confermati ieri in conferenza stampa a Lampedusa.

Dal Cdm arrivano dunque disposizioni immediate alla Difesa per realizzare nuove strutture in modo da coprire l'intero territorio
nazionale. Gelo da parte dei sindaci, con il delegato per l'immigrazione dell'Anci, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, che torna a
ribadire che "il tema dei migranti non si risolve con i Centri per il rimpatrio".

Le nuove norme saranno probabilmente inserite in un emendamento al decreto Sud già incardinato alle Camere. Il provvedimento aumenterà sicuramente la possibilità di trattenere i migranti fino ad un anno e mezzo, mentre a quanto detto dalla premier a inizio Cdm sarà rinviato a un decreto previsto la prossima settimana la modifica al riconoscimento anagrafico di chi sbarca sulle coste italiane. Il governo vorrebbe intervenire sull'autocertificazione dell'età di chi sbarca, attraverso esami medici e strumenti diagnostici per verificare eventuali incongruenze.

Quanto ai nuovi ai Centri per il rimpatrio, la previsione è di averne uno nelle Regioni in cui manca: Veneto, Campania, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Liguria, Marche, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Umbria, Molise e Valle d'Aosta. Le nuove strutture -
che, spiega la Difesa, "insisteranno in zone a bassa densità di popolazione e saranno recintate e sorvegliate" - dovrebbero essere
realizzate in edifici pubblici dismessi o in disuso, come per esempio le caserme. Ma non è escluso che si possano realizzare anche
tensostrutture o impianti temporanei. Nei propositi di Palazzo Chigi, ci sarebbe anche quello di arrivare a gestire le richieste di asilo in tempi molto brevi, fino anche ad una settimana.

IL DECRETO DELLA PROSSIMA SETTIMANA

Oltre a interventi e criteri per "distinguere" i veri minori da chi si dichiara tale, il prossimo decreto avrà anche delle norme per prevedere dei canali differenziati per donne, bambini e under 14. Inoltre, annuncia Meloni, in accordo con il ministro degli Esteri
Tajani, saranno convocati gli Ambasciatori di quei Paesi che rappresentano le più consistenti nazionalità dichiarate al momento dello sbarco dagli immigrati sulle nostre coste. "L’Italia - spiega Meloni - chiederà loro la massima collaborazione per l’immediato rimpatrio degli irregolari, rappresentando che, sulle altre questioni di reciproco interesse, offrirà loro il medesimo grado di collaborazione ricevuta sul tema immigrazione".


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