sabato 5 dicembre 2009
Migliaia di persone nella capitale, il corteo è aperto dallo striscione «Berlusconi dimissioni». Manifestazioni anche in altre città.
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«L'onda viola», come è stato ribattezzato dai manifestanti il corteo di oggi a Roma contro Silvio Berlusconi, scegliendo un colore simbolo come hanno fatto con il verde a Baghdad gli oppositori al regime iraniano degli ayatollah, ha raggiunto il suo obiettivo numerico.Gli organizzatori, un inedito tam tam tra blog su internet, avevano pronosticato la presenza di almeno 350 mila persone. Per questo avevano deciso di far terminare il corteo a piazza San Giovanni, luogo tradizionale delle grandi manifestazioni. In effetti, quando il corteo alle 14 ha mosso i primi passi da piazza della Repubblica, si è subito avuta l'impressione di una iniziativa riuscita.Questo "No B-Day" è sembrata una riedizione della stagione dei "girotondi" di qualche anno fa, quandol'opposizione aveva più un carattere spontaneo che organizzato direttamente dai partiti del centrosinistra. Gianfranco Mascia, tra gli organizzatori, ha dichiarato che «la riuscita della manifestazione è andata oltre le previsioni» e ha aggiunto con ironia che la richiesta delle dimissioni di Berlusconi serve «per dargli la possibilità di difendersi meglio dai processi».Gli slogan sono stati molto netti contro il governo e alcuni dei suoi ministri, mentre lo striscione d'apertura indicava la parola d'ordine unificante: "Berlusconi dimissioni". Molte le bandiere di Sinistra e libertà, Italia dei valori, Rifondazione, Pdci e Verdi. Quasi inesistenti quelle del Pd. Erano presenti alcuni dirigenti del partito accolti tra gli applausi e qualche battibecco per la non adesione dell'intero Pd: la presidente Rosy Bindi, il capogruppo alla Camera Dario Franceschini, l'ex ministro Giovanna Melandri, la parlamentare europea Debora Serracchiani, il senatore Ignazio Marino. «Qui non c'è un popolo di frustrati ma di indignati», ha precisato la Bindi. Il segretario Pierluigi Bersani ha scelto di non partecipare personalmente al corteo e di non far aderire il Pd per non depotenziare - ha dichiarato - il carattere spontaneo dell'iniziativa di oggi che nel suo intento doveva evitare una eccessiva presenza organizzata dei partiti. È probabile che questa adesione a metà del Pd sarà però foriera di nuove polemiche nel centrosinistra,soprattutto con Antonio Di Pietro. Il leader dell'Idv, per ora, usa la prudenza: «Oggi non mi sentirei di dire una sola parola su questo o quel partito». Cospicua l'adesione di molti intellettuali al corteo, tra cui Dario Fo, Moni Ovadia, Nanni Moretti, Ascanio Celestini, Andrea Tabucchi. Dal palco, dove non ci sono stati comizi conclusivi ma si è dato spazio alla musica, è stato letto un messaggio dello scrittore portoghese Josè Saramago, premio Nobel della letteratura.Solite polemiche sulle cifre: per gli organizzatori i partecipanti sarebbero stati oltre 500mila ma l'agenzia Reuters batte solo150mila.
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