mercoledì 23 dicembre 2020
Nel 2021 i giganti del mare lasceranno il bacino di San Marco e la Giudecca per Marghera. Una soluzione provvisoria in attesa di quella definitiva che metta d’accordo tutti
Una nave da crociera nel canale della Giudecca davanti a piazza San Marco, a settembre

Una nave da crociera nel canale della Giudecca davanti a piazza San Marco, a settembre - Ansa

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Le navi da crociera devono restare a Venezia, come "home port", ma approdare fuori laguna. Davanti al Cavallino, per intenderci. Un progetto c’è già, quello della Duferco. Ma che il Comune di Venezia non intende adottare. La Regione Veneto, nemmeno. Ma sia il sindaco Luigi Brugnaro che il governatore Luca Zaia tirano mezzo sospiro di sollievo. Solo mezzo perché, come si è detto al Comitatone dell’altro ieri, il prossimo anno, quando riprenderanno in qualche misura le crociere, le navi potranno lasciare il bacino di San Marco e la Giudecca per Marghera.

Soluzione provvisoria, ma la prospettiva a medio e lungo termine? Arriverà un concorso di idee, anche se appunto il Governo preferirebbe l’off shore. Per venire incontro anche alle esigenze di tutela poste dall’Unesco. «C’è un po’ di speranza – ammette il sindaco, preferendo al momento il bicchiere mezzo pieno –, ma bisognerà presidiare bene perché vediamo continuamente salti in avanti» afferma il sindaco. «Il Comitatone ha adottato, così, una soluzione di equilibrio, che salvaguarda i lavoratori e le imprese del porto, ma non rinuncia a una soluzione per il futuro, che tutela anche la laguna e il suo fragile ecosistema» mette subito in chiaro il sottosegretario veneziano Pier Paolo Baretta.

Il rappresentante del Governo pensa, appunto, al port offshore, ossia al terminal crocieristico nella zona di Cavallino-Treporti, in base al progetto già presentato dalla società "Duferco". No e ancora no, ha ribadito Brugnaro. «Noi siamo indisponibili all’attracco di fronte a Cavallino di Duferco come alle banchine al largo delle spiagge di Chioggia. È Marghera la soluzione finale e noi lotteremo per questo». Lo stesso Brugnaro, intanto, ha lanciato una call pubblica per l’allontanamento delle Grandi Navi dal Bacino di San Marco.

E il governatore Zaia? «Il Governo pensa a soluzione offshore, ma noi perplessi. Il Governo dice che la loro posizione è rispettosa dell’indirizzo Unesco di far uscire le grandi navi dalla laguna. Ma offshore dove? Non si è ben capito se tante miglia fuori, quindi lontano, oppure a ridosso della laguna. Sembra più a ridosso. Noi abbiamo qualche perplessità su tutta questa partita».

Quindi, anche per Zaia come per Brugnaro, la soluzione più efficace è portare le navi a Marghera. «Ho tenuto la posizione, in accordo con il Comune, del Comitatone del 2017, che prevede l’utilizzo del canale dei Petroli per le crociere più grandi che vanno ad attraccare appunto a Porto Marghera, attraverso il Canale nord, lato nord, e le navi più piccole che dovrebbero invece transitare attraverso il canale Vittorio Emanuele. Il quale già esiste ma ha bisogno di una manutenzione straordinaria».

Nel frattempo le grandi compagnie stanno girando le spalle a Venezia: Royal Caribbean si candida a realizzare e gestire la Marittima al porto di Ravenna, così la compagnia crocieristica che è pure in società nella Vtp (Venezia terminal passeggeri) pensa di realizzare un home port tutto per sè che finirà, anche non volendo, per essere in concorrenza con Venezia. Costa crociere, controllata dall’americana Carnival, ha già dato l’addio a Venezia almeno sino a fine marzo 2021 scegliendo intanto porti del Tirreno per le sue crociere. Msc ha rinunciato a fare scalo a Venezia per tutto il 2020, scegliendo Trieste.




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