sabato 20 dicembre 2014
Un raggio di sole, segno di speranza, dai "ghetti" degli immigrati. Un vero regalo di Natale. Nella tendopoli di San Ferdinando è arrivato il figlio di Joy, nigeriana, e Benjamin, ghanese.
Un piccolo raggio di sole, un piccolo segno di speranza dai "ghetti" degli immigrati di Rosarno. Un vero regalo di Natale. Nella tendopoli di San Ferdinando che ospita circa ottocento migranti, è nato Emmanuel, figlio di Joy, nigeriana, e Benjamin, ghanese. Entrambi cattolici. È il primo neonato tra tende e baracche dei paesi della Piana di Gioia Tauro. E non sarà l’ultimo. Nei prossimi giorni, entro Natale, arriverà la figlia di Rachele anche lei del Ghana. Ha la voce che sorride don Roberto Meduri, il giovane parroco di S. Antonio nella contrada "Bosco" di Rosarno, mentre ci annuncia il "lieto evento". In sottofondo si sente la voce del piccolo Emmanuel, e don Roberto racconta la gravidanza nella grande baracca in teli di plastica e corda, e poi «la corsa in macchina fino all’ospedale di Polistena», mentre il papà era al lavoro nei campi, «uno dei pochi giorni in cui riesce a lavorare». C’è tanto amore attorno alla mamma e al suo bambino, c’è tanto impegno. I volontari stanno procurando pannolini e latte artificiale. E per ospitare le due mamme e i loro bambini si è riusciti a trovare una casetta. L’affitto lo pagherà Nino De Masi, imprenditore coraggioso e generoso, sotto scorta dopo gravissime minacce da parte della ’ndrangheta. «Farò tutto quello che è necessario», spiega. È la squadra della Provvidenza, l’unica in questo territorio a sostenere la vita dei migranti. Una comunità che si stringe attorno al fratelli africani. Così la notte di Natale saranno proprio Joy, Benjamin e Emmanuel a rappresentare la Sacra Famiglia. E nei prossimi mesi è annunciato il matrimonio religioso della coppia, già spostata civilmente in Africa.
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