venerdì 13 agosto 2010
E durata meno di ventiquattro ore la flebile tregua tra il Popolo della Libertà e i parlamentari vicini a Gianfranco Fini. Ad alimentare lo scontro ci pensano il Giornale di Vittorio Feltri, gli editoriali di FareFuturo (fondazione presieduta dall'ex leader di An) ma anche le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e del presidente del Senato Renato Schifani. 
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E durata meno di ventiquattro ore la flebile tregua tra il Popolo della Libertà e i parlamentari vicini a Gianfranco Fini. Ad alimentare lo scontro ci pensano il Giornale di Vittorio Feltri, gli editoriali di FareFuturo (fondazione presieduta dall'ex leader di An) ma anche le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e del presidente del Senato Renato Schifani. La divisione è netta. Gli esponenti di Futuro e Libertà citano l'intervista del Capo dello Stato sull'Unità così come la preoccupazione di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, per invitare gli ex colleghi di partito ad abbassare i toni dello scontro: "Tutti dovrebbero riflettere sulle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano", dicono all'unisono Italo Bocchino, Silvano Moffa e Pasquale Viespoli che puntano il dito contro alcuni ex colleghi di partito colpevoli di voler sabotare la maggioranza attraverso gli attacchi al presidente della Camera e di portare il paese verso una crisi al buio: "Poichè ad alimentare questa irresponsabile campagna sono alcuni esponenti del Pdl e del governo oltre che il continuo delirio calunniatorio del giornale della famiglia Berlusconi è facile capire chi gioca allo sfascio".Il monito di Napolitano scatena qualche reazione anche nelle file del Pdl che guardano al voto anticipato, se non come ad un'opportunità, almeno come al male minore: meglio le urne - è la parola d'ordine di oggi - che la paralisi. Maurizio Gasparri, capogruppo del Popolo della Libertà al Senato apprezza "il tono misurato" del presidente della Repubblica, ma ci tiene a fare una precisazione: "il Quirinale sa che chi ha vinto le elezioni non può essere messo all'opposizione con giochi di Palazzo. Quindi o va avanti il governo Berlusconi o si vota. Su questo non ci sono dubbi".Insomma, la strategia del Popolo della Libertà è chiara. Come ripetuto dal premier già diverse volte: se a settembre si verifica che il governo non ha più i numeri per andare avanti, l'unica alternativa solo le elezioni anticipate. Da Arcore dove il Cavaliere si trova da quasi una settimana (domani sarà in Sardegna per trascorrere il ferragosto) l'intervista di Giorgio Napolitano non è certo passata inosservata. Ufficialmente il premier non parla lasciando che a fare le dovute puntualizzazioni siano i suoi fedelissimi. Tant'è che Fabrizio Cicchitto non manca di sottolineare come l'intervista del Capodello Stato sia "su un giornale di partito". In più il capogruppo del Pdl alla Camera di fronte all'ipotesi di governi tecnici avverte: "Qualora decollassero operazioni di questo tipo, sarebbe legittimo sviluppare le più incisive manifestazioni politiche, in Parlamento e nel Paese". Insomma: Pdl e Lega non andranno all'opposizione, ma semmai in piazza. Pochi commenti alle parole del presidente della Repubblica, è dunque la linea, mentre coro unanime di consensi all'intervista del presidente del Senato Renato Schifani. La seconda carica dello Stato invita a mettere fine "al conflitto politico-istituzionale" e sugli scenari in caso di fine anticipata della legislatura è chiaro: se l'esecutivo nonè in grado di andare avanti l'unica alternativa sono le urne. No secco dunque ad un governo tecnico "retto peraltro da chi ha perso le elezioni". Parole, quelle di Schifani, che il Pdl gira agli esponenti di Fli: "Mi auguro che gli amici finiani accettino senza remore questa strada che è l'unica che i cittadini si aspettano da noi", dice Maurizio Lupi. Plaude anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano augurandosi "la maggioranza possa ricompattarsi ritrovando lo spirito e le ragioni che ci portarono alla vittoria elettorale del 2008".L'intervista della seconda carica dello Stato però non piace al Finiano Carmelo Briguglio che bolla Schifani come "un politico di parte. In un momento così delicato - attacca ancora - avrebbe fatto meglio a chiudersi in un dignitoso silenzio".
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