lunedì 21 dicembre 2009
Nell'incontro con le alte cariche dello Stato per lo scambio degli auguri di fine d'anno il presdiente della Repubblica torna con forza sul clima d'odio degli utlimi mesi: «C'è bisogno della massima condivisione in Parlamento per rispondere alle esigenze del Paese». E al governo: «Non si paventino complotti, basta coi decreti legge e il ricorso alla fiducia».
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    Il clima politico non sembra essere fra i più propizi per una "consapevolezza comune" tra maggioranza e opposizione in parlamento per procedere alle riforme. C'è bisogno però a questo punto di un "approccio realistico, concentrato su alcune, essenziali e ben mirate proposte di riforma". Su queste la strada maestra non può essere altra che la ricerca della "massima condivisione in parlamento". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, coglie l'occasione del consueto discorso fatto inoccasione dell'incontro pre-natalizio con le alte cariche della Repubblica per ribadire come la condivisione, l'obiettivo comune, il rispetto reciproco rappresentino i passi obbligati per dare al nostro Paese quelle riforme che attende da tempo. A partire magari dalla seconda parte della Costituzione. Il Capo dello Stato non si nasconde che "siamo dinanzi a problematiche" che "richiederebbbero il massimo di condivisione e di continuità nel tempo, anche al di là dell'alternarsi delle maggioranze politiche". Napolitano sostiene che "purtroppo ancora non si vede in tal senso un clima propizio nella nostra vita pubblica, una consapevolezza comune a maggioranza e opposizione in parlamento. Una consapevolezza comune - sottolinea - chedovrebbe abbracciare egualmente l'aspetto del funzionamento e della riforma delle istituzioni". Napolitano punta il dito ancora una volta contro l'uso dei decreti legge, il ricorso alla fiducia, una legge finanziaria che pur snellita nei contenuti si dilata arrivata in Parlamento. Tutto questo, rileva, "finisce per gravare negativamente sul livello qualitativo dell'attività legislativa". Da questa situazione, non ha dubbi Napolitano,"non si esce solo con l'invito a comportamenti più corretti da parte del governo o più virtuosi da parte del parlamento e dell'opposizione. Se ne esce in definitiva - dice - con misure di riforma che soddisfino esigenze di tempestività delle decisioni senza sacrificare ruolo del parlamento e qualità della legislazione".«Non si paventino complotti contro il governo». Il presidente della Repubblica invita a guardare "con ragionevolezza allo svolgimento di questa legislatura che è ancora nella fase iniziale". "Non si paventino complotti, che la Costituzione e le sue regole rendono impraticabili, contro un governo che goda della fiducia della maggioranza in parlamento", ha chiesto nel discorso di fine d'anno alle più alte cariche dello Stato. "Ancoriamo il gioco politico democratico - ha suggerito - alla stabilità delle istituzioni; facciamo affidamento sulle garanzie che esse offrono". Napolitano ha fatto riferimento in proposito "un sentimento diffuso fra gli italiani" che si attendono dai politici che mettano mano "più serenamenti ai problemi del Paese e del mondo di oggi, alle soluzioni concrete e alle riforme di cui l'Italia ha bisogno". "Stiamo attenti - ha ammonito il capo dello Stato - a non lacerare quel fondo di tessuto unitario che si mostra vitale e che è condizione vitale per affrontare le sfide e i rischi del nostro tempo, per affrontare le debolezze e le malattie più gravi della nostra società".«Dall'aggressione al premier nasca un ripensamento collettivo». L'incontro tra il presidente Napolitano e le alte cariche dello Stato per lo scambio degli auguri di fine d'anno si è svolto "a breve distanza di tempo dalla brutale aggressione al presidente del Consiglio, al quale - ha detto il capo dello Stato - rinnovo i sensi della mia solidarietà personale e istituzionale e fervidi auguri di pronto ristabilimento". "È stato - ha scandito - un fatto assai grave, di abnorme, inconsulta violenza, che ha costituito motivo non solo di profondo turbamento ma anche di possibile ripensamento collettivo, del quale ne abbiamo visto i primi segni". Napolitano ha ricordato in proposito il suo richiamo di qualche settimana fa perché si fermasse "la spirale di una crescente drammatizzazione delle polemiche e delle tensioni tra le parti politiche e tra le istituzioni". "Un richiamo - ha ripetuto oggi - dettato anche dal dovere di prevenire ogni degenerazione verso un clima di violenza. Dovere cui nessuno può sottrarsi specialmente dopo quel che è accaduto a Milano il 13 dicembre".
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