martedì 9 giugno 2009
Davanti al plenum del Csm il presidente della Repubblica ha raccomandato alla magistratura «una aperta, seria, non timorosa riflessione critica su se stessa» per prevenire «qualsiasi tentazione di sostanziale lesione dell'indipendenza della magistratura».
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Davanti al plenum del Csm, Giorgio Napolitano ha detto che le riforme istituzionali sono possibili, modificando l'equilibrio fra le istituzioni, modificando la seconda parte della Costituzione, ma si devono evitare «strappi negli attuali equilibri costituzionali senza definirne altri convincenti e accettabili, coerenti con i principi della Carta del 1948 e con fondamentali conquiste di libertà e pluralismo, tra le quali, di certo, c'è l'indipendenza della magistratura». Se non si tenesse conto di ciò, ha aggiunto, si potrebbero «produrre gravi danni e conseguenze».«Non può che risultare -  acontinuato il Presidente - altamente dannoso per la figura del Pm qualunque comportamento impropriamente protagonistico o chiaramente strumentale ad altri fini». «La magistratura non può non interrogarsi su sue corresponsabilità dinanzi al prodursi all'aggravarsi delle insufficienze del sistema della giustizia, ed anche su sue più specifiche responsabilità nel racdicarsi di tensioni e opacità sul piano dei complessivi equilibri istituzionali». Lo stesso «Su quanto abbiano potuto e possanonuocere alla sua credibilità tensioni ricorrenti all'interno della stessa istituzione magistratra». Il Presidente ha aggiunto: «tra i maggiori motivi di preoccupazione vie è quello della crisi di fiducia insorta nel paese per effetto di un funzionamento gravemente insufficiente dell'amministrazione della giustizia e per effetto anche dell'incrinarsi dell'immagine e del prestigio della magistratura. E non si può negare che tra i due fattori vi siani relazioni non superficiali».
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