giovedì 27 novembre 2014
​Il premier ha partecipato all'inagurazione dell'anno accademico della Scuola di polizia tributaria della Gdf. "Evasione fiscale impressionante, pari a 6 punti del Pil, per batterla ognuno deve fare il proprio dovere. Però le norme devono essere più semplici"
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L'evasione fiscale è "impressionante: 91 miliardi stimati, qualcosa come 6 punti di Pil". Ed "È frustrante sentirsi dire che l'Italia è il Paese dove le cose on si possono fare, da anni i primi ministri assicurano la lotta all'evasione che va fatta e non detta. Ma saremo credibili se si parte dall'idea che l'Italia non è spacciata, non è in mano ai furbi o di chi dice tanto non ce la facciamo". Concetti chiari, soprattutto a quei cittadini per bene che le tasse le pagano. Concetti ripresi con altrettanta chiarezza dal premier Matteo Renzi all'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di polizia tributaria della Guardi di finanza, sottolineando che la lotta all'evasione è "sacrosanta". "Noi ce la stiamo mettendo tutta - ha continuato - ma è convinzione che solo con l'adempimento con onore e disciplina di tutti e ciascuno, partendo da chi ha incarichi di governo fino al cittadino comune vero eroe della quotidianità, riusciremo a cambiare il paese. Non ci sfuggono i problemi e anche le difficoltà che derivano da malintesi ma noi siamo orgogliosi del vostro impegno quotidiano faticoso". "Bisogna cambiare approccio verso il cittadino - ha osservato il premier - che si deve sentire moralmente accompagnato e il pubblico non è solo controllore ma diventa il consulente. Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato ma le norme vanno rese più semplici, la semplicità è presupposto per il contrasto alla criminalità".
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