sabato 29 novembre 2014
​Volontari, famiglie, medici hanno sfilato per chiedere di accelerare la bonifica dei terreni avvelenati dai rifiuti tossici. Le parole di don Patriciello (nella foto). Con i manifestanti anche una delegazione da Casale Monferrato.
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Oltre mille persone hanno sfilato sabato pomeriggio a Casal di Principe per dire "stop al biocidio". Volontari delle associazioni sulla Terra dei Fuochi, delegazioni di Comuni, tra cui quella di Casale Monferrato, madri che hanno perso i propri bambini, di cui mostravano le fotografie, a causa di patologie tumorali, e medici con camici bianchi ma anche tanti cittadini che sono tornati in piazza per sollecitare interventi urgenti di bonifica delle aree inquinate dallo sversamento indiscriminato di rifiuti tossici.Manifestanti provenienti non solo dal Casertano ma anche dalla provincia di Napoli. C'era il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, che dal palco allestito in piazza Mercato ha chiesto perché  "è ancora bloccata in Senato la legge sull'inasprimento delle pene per i reati ambientali? La risposta che mi sono dato è che i nostri politici vogliono continuare ad avvelenarci. Io, comunque - ha assicurato il sacerdote - continuerò a parlare con i ministri; purtroppo però alla fine a pagare sono sempre i cittadini". Patriciello inoltre ha invitato tutti i medici "che sanno bene come stanno le cose a denunciarle insieme a noi". Qualche professionista, come Luigi Costanzo, volontario di Medici per l'Ambiente, è ancora più severo. "Lo screening tanto reclamizzato dal Governo è un flop perché non sono ancora stati accreditati i 25 milioni di euro promessi". Presente alla marcia anche l'assessore all'Ambiente del Comune di Casal Monferrato Luca Gianola insieme ai familiari dei lavoratori morti all'Eternit per l'esposizione all'amianto riuniti nella Afeva.  "Il problema di Casal di Principe riguarda tutta l'Italia, anche perché parte dei rifiuti che sono stati sversati qui arrivavano proprio dal Nord. Lo Stato deve porre tra le sue priorità le bonifiche ambientali, per i quali - ha spiegato - vanno stanziati più soldi. Noi siamo fermi a quota cinquanta milioni di euro, ne servirebbe altri 50 per la 'deamiantizzazione completa' ed evitare altre morti".  Per il sindaco di Casal di Principe Renato Natale "prima eravamo soli, penso alla denuncia del 1988 sulla presenza di rifiuti sotterrati in una cava alla quale nessuna istituzione rispose; oggi non è più così ma solo per merito nostro che ci siamo ripresi questo territorio".
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