martedì 30 giugno 2009
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"Abbiamo visto l'inferno, siamo dei miracolati".  Lo hanno detto ai soccorritori e poi hanno continuato a ripeterlo ad amici e colleghi i due macchinisti spezzini alla guida del treno merci che ha provocato la scorsa notte il disastro di Viareggio.  Sono già tornati a casa, ma le immagini di quei momenti  difficilmente se le toglieranno dalla mente. La dinamica dell'incidente - per il quale sembra essere stato già escluso l'errore umano ("dalle prime evidenze - ha spiegato l'Ad delle Ferrovie, Mauro Moretti - c'è stato un cedimento strutturale nel primo carro, si è spezzato l'asse") - l'hanno ricostruita parlando con i colleghi che proteggono strettamente la loro privacy. Con i giornalisti hanno preferito non parlare sia perchè sono molto provati dall'accaduto sia perchè c'è un'inchiesta aperta e dunque vige la consegna del silenzio.L'altra notte stavano transitando da Viareggio a 90 km l'ora, in un tratto dove il limite è di 100. Improvvisamente - hanno raccontato - hanno udito uno strattone, si sono affacciati e hanno visto la prima cisterna fuori sagoma, non più allineata; a quel punto hanno dato la frenata di emergenza, attivando le procedure del caso. Ricostruendo ancora le fasi dell'incidente i due hanno detto che la locomotiva si è quindi staccata e ha proseguito per alcuni metri. Dopo averla messa in sicurezza sono fuggiti portando via le schede di emergenza, cioè i documenti della merce trasportata. "Abbiamo camminato nel Gpl - hanno raccontato ai colleghi - abbiamo scavalcato un muretto e ci siamo rintanati". A quel punto vedendo che vicino c'era una sede della pubblica assistenza si sono diretti là per dare l'allarme, quando sono iniziati gli scoppi: "Era un inferno".I due ferrovieri avevano dato il cambio ai colleghi partiti da Trecate (Novara) verso le 23 di ieri sera nella piccola stazione di Migliarina (La Spezia). Secondo quanto hanno appreso i compagni di lavoro, sarebbe stato il secondo carro cisterna a deragliare per primo. Mentre il gas fuoriusciva dalla cisterna, i due macchinisti hanno fatto in tempo a scendere dalla motrice e a fuggire. Visitati all'ospedale di Pietrasanta, sono stati trovati in buone condizioni di salute, anche se sotto forte choc. I due ferrovieri, con la nuova organizzazione delle Ferrovie, attualmente guidavano solo treni merci, mentre prima si alternavano anche su treni passeggeri. Residenti entrambi a La Spezia, hanno parecchia esperienze. Uno dei due, il più giovane, pur avendo solo 36 anni ha già 15 anni di anzianità di servizio alle spalle (proviene dal genio ferrovieri), l'altro, una cinquantina d'anni, è in servizio da 25-26 anni.
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