lunedì 4 settembre 2023
Dopo l'iniziale rifiuto di Tripoli, la Farnesina è riuscita a sbloccare l'empasse. Il premieri libico Dbeibah è nel mirino di Onu e Usa e solo l'Italia può tentare di tenerlo in carica.
Il premier libico Dbeibah

Il premier libico Dbeibah

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C’è voluto il meglio delle abilità della diplomazia italiana per recuperare il terreno perso nelle quotazioni di una nomina “Made in Roma” per la guida della missione diplomatica Ue in Libia. Irritati dalle mosse avventate della politica, il governo libico aveva espresso il proprio no alla candidatura di Nicola Orlando ma oggi è arrivato il gradimento (ancora ufficioso) alla nomina del diplomatico italiano ad ambasciatore straordinario e plenipotenziario dell’Unione europea in Libia.

Tripoli aveva posto una serie di ostacoli, aggravati dal sospetto che il governo italiano stesse giocando su più tavoli contemporaneamente. Come riporta l’agenzia “Nova” l’ambasciatore libico a Roma Muhannad Youne, ha informato il primo ministro del Governo di unità nazionale), Abdulhamid Dbeibah, che le informazioni sul conto di Orlando “non erano fondate”. Per questa ragione “il ministero degli Esteri libico ha mandato una nota verbale all’Ue ieri, confermando - ha spiegato Youne citato da “Nova” - il gradimento e spiegando che la prima nota verbale in cui rifiutava la nomina era basata su informazioni non fondate”.

Al governo di Tripoli è stato spiegato che il mancato gradimento avrebbe danneggiato i rapporti con il governo italiano, l’unico rimasto a difendere proprio Dbeibah che invece anche l’inviato Onu a Tripoli vorrebbe rimuovere a causa della mancata convocazione delle elezioni e per tentare la formazione di un governo tecnico che riporti a Tripoli anche i rappresentanti della Cirenaica, la regione sotto il controllo del generale Haftar e che dopo la crisi dei mercenari russi del Wagner, schierati a sostegno del generale, vede meno stabile la sua posizione.

Al momento è il premier Dbeibah a ricopre l’incarico di ministro degli Esteri “ad interim” dopo la rimozione di Najla el Mangoush a seguito dell’incontro di quest’ultima con il capo della diplomazia di Israele,

Eli Cohen

, tenuto a Roma il 23 agosto scorso. La fuga di notizie sul colloquio informale, che avrebbe dovuto coperto da riserbo, ha scatenato polemiche e proteste in tutta la Libia. Tensioni che hanno indotto Fattehalla Elzini, attualmente ministro della Gioventù e indicato quale ministro degli Esteri, a declinare. Una situazione che preoccupa non poco le Nazioni Unite. Dbeibah non sembra avere intenzioni di convocare le elezioni e al momento riveste non solo l’incarico di primo ministro ma anche ministro della Difesa e degli Esteri, non proprio il profilo di un governo che vuole avviare un percorso realmente democratico.



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