sabato 12 novembre 2011
La lista di "estimatori" a livello internazionale del neosenatore a vita si è allungata annoverando ora anche il direttore generale del Fondo monetario internazionale.
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La lista di "estimatori" a livello internazionale del neosenatore a vita Mario Monti si è allungata annoverando ora Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, che ha espresso «apprezzamento» per il via libera finale del Parlamento italiano, atteso per oggi, delle misure «concordate con l'Ue il 26-27 ottobre scorsi» e che dovrebbero portare al «significativo miglioramento della situazione». «Conosco molto bene Mario Monti, ho molta stima e rispetto per lui, penso che sia una persona estremamente competente con la quale in ogni caso ho sempre avuto un dialogo allo stesso tempo produttivo ed estremamente intenso», ha aggiunto a Tokyo l'ex ministro delle Finanze francese nel corso della conferenza stampa al termine della breve visita in Giappone, prima di partecipare al summit dell'Apec alle Hawaii. Apprezzamenti che assumono maggiore portata in relazione al proposito dell'atteso e rapido cambio alla guida del governo italiano, con l'ex commissario Ue all'Antitrust in chiara pole position. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato «l'intenzione di lasciare la carica e ritengo che una nuova nomina avrà luogo molto presto nei prossimi giorni». È un fatto, ha osservato, «che rappresenta un segnale sia di chiarimento sia di credibilità delle istituzioni politiche, elementi fondamentali di stabilizzazione della situazione sul piano generale». Quanto ai prossimi passaggi, «l'Italia deve attuare misure aggiuntive con stabilità politica e credibilità politica» perché è «necessario implementare le riforme su basi stabili, solide e sostenibili». Quanto un intervento più ampio a favore di Roma (oltre al «monitoraggio richiestoci sull'attuazione degli impegni»), la Lagarde ha detto che la situazione dell'Italia è «differente» rispetto a Irlanda, Portogallo e Grecia, assistite dal Fmi. Si parla di Eurolandia, ma ogni Paese ha problemi diversi. «'Nel caso dell'Italia - ha detto la Lagarde - è soprattutto il finanziamento del debito che ha chiaramente toccato livelli difficilmente sostenibili sul lungo periodo. Già di recente, tuttavia, c'è stato un ribasso, risultato delle politiche di assestamento (il via libera di Roma alle misure definite in sede Ue, ndr), frutto di credibilità e chiarezza, necessarie in Italia». Due fattori chiave che «hanno impatto poi per capire come l'economia Italiana risponde'». Il secondo passaggio è invece «l'implementazione delle riforme» stesse.

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