martedì 27 giugno 2017
Nella seconda serata della festa del giornale ospiti Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, e Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro
Il palco della festa di Avvenire a Matera: da sinistra il moderatore Vincenzo Rosario Spagnolo, il procuratore Gratteri, monsignor Caiazzo e il direttore di Avvenire Tarquinio

Il palco della festa di Avvenire a Matera: da sinistra il moderatore Vincenzo Rosario Spagnolo, il procuratore Gratteri, monsignor Caiazzo e il direttore di Avvenire Tarquinio

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Nella seconda serata della festa di Avvenire a Matera, il tema è "Lo sviluppo del Mezzogiorno". Dopo l'introduzione di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, che ha ricordato la visita di Giovanni Paolo II a Matera, da cui venne un forte incoraggiamento a proseguire nella rinascita civile, culturale e sociale della città. Dopo il saluto del direttore Marco Tarquinio, ha preso la parola Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, che ha offerto la sua riflessione.

Lo sviluppo del Mezzogiorno

«In Italia si discute molto di prescrizione ma non del motivo per il quale negli armadi dei pubblici ministeri i fascicoli stanno fermi anni; ma è lì che bisogna intervenire». Non si lascia pregare il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, quando i giornalisti che prendono parte alla seconda serata della Festa di Avvenire, a Matera sul tema dello sviluppo del Mezzogiorno, gli chiedono cosa deve fare il Parlamento per migliorare le condizioni di chi lavora in prima linea, come lui, contro le mafie: «Abbiamo la legislazione antimafia più evoluta al mondo – dice –, soprattutto in materia di custodia e prevenzione, ma il Parlamento può fare tanto di più soprattutto sul piano normativo: per esempio utilizzando l’informatica nel processo penale con la conseguenza di abbattere tempi e costi del processo oltre che il potere discrezionale dell’uomo. È solo un esempio, ma ci aiuterebbe non poco». Poi Gratteri sottolinea anche come «la Chiesa, in Calabria, soprattutto negli ultimi anni, stia facendo molto contro le mafie e in modo netto. Occorre il concorso di tutti e quello della Chiesa è fondamentale in questa lotta».

D’altra parte non può esserci sviluppo del Sud senza un affrancamento dal potere delle mafie. Lo ribadisce il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, per il quale «il Sud ha bisogno di legalità, rispetto delle regole, buona amministrazione e amore per i nostri luoghi; le risorse finanziarie prive dei fattori di contesto, caratterizzati da legalità e buona amministrazione – incalza Bubbico –, producono un effetto perverso».

Il palco della festa di Avvenire a Matera: da sinistra il procuratore Gratteri, monsignor Caiazzo e il direttore di Avvenire Tarquinio

Il palco della festa di Avvenire a Matera: da sinistra il procuratore Gratteri, monsignor Caiazzo e il direttore di Avvenire Tarquinio


Commentando le parole di Gratteri, il viceministro sottolinea che «il Sud deve avere una pubblica amministrazione che funzioni e in questo contesto un peso rilevante va attribuito alla giustizia; il Sud può crescere e svilupparsi se l’amministrazione giudiziaria saprà essere efficiente e per questo occorrono uomini e mezzi e una coerente azione tesa a sconfiggere ogni forma di illegalità e ogni forma di organizzazione criminale». Poi, sul petrolio, abbondante risorsa della Basilicata ma sempre al centro di polemiche legate ai rischi del suo sfruttamento, Bubbico osserva che «le risorse naturali devono essere messe a disposizione del Paese ma nel rispetto dei principi di precauzione definiti a livello comunitario, che significa tutela della salute dei cittadini e salvaguardia dell’ambiente».

Puntano al riscatto culturale quale chiave più evoluta e strategica di sviluppo del Mezzogiorno gli amministratori: il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e, in videoconferenza, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, fresco di rielezione e pronto a guidare la sua città quale Capitale italiana della cultura 2018. «Per noi la cultura è un investimento per 365 giorni all’anno – evidenzia Emiliano –. La cultura genera economia, sviluppo e qualità della vita. In Puglia sono oltre 30.000 le imprese del settore che producono il 4,2%. Siamo a Matera non a caso, e crediamo molto nell’appuntamento del 2019 quando la città dei Sassi sarà Capitale europea della cultura».

Le parole dell’amministratore apostolico di Melfi-Rapolla-Venosa, Gianfranco Todisco, a conclusione della serata, introducono già la terza giornata della Festa in programma mercoledì sera (IL PROGRAMMA), quando sul palco di piazza Duomo, sul tema del fenomeno migratorio, saliranno Enrico Letta, Giulio Tremonti, Marco Impagliazzo e il vescovo di Tricarico, Giovanni Intini.

La prima serata: Chiesa e Mondo

Il procuratore Gratteri all'arrivo a Matera

Il procuratore Gratteri all'arrivo a Matera


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