venerdì 29 gennaio 2021
Ha il compito di verificare la possibilità di una maggioranza politica composta dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Riferirà a Mattarella entro martedì
Il presidente della Camera Fico al Quirinale

Il presidente della Camera Fico al Quirinale - Ansa

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Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha affidato al presidente della Camera Roberto Fico il compito di verificare la possibilità di una maggioranza politica a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. «Il presidente della Repubblica ha chiesto al presidente Fico di riferire entro la giornata di martedì». Così il segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti.

«Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia. Mi ha dato un incarico esplorativo volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente governo. Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche. Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono». Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico dopo il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Dunque un perimetro di maggioranza chiaro, ma da verificare, parole che spingono a pensare a un incarico esplorativo, con un ambito ben definito. Lo stesso schema, insomma, che Mattarella usò nella crisi del 2018. Allora proprio Roberto Fico, neo presidente della Camera ed esponente M5s ebbe il compito di verificare se fosse possibile una alleanza tra M5s e Pd. Poco prima Elisabetta Casellati, appena eletta presidente del Senato ed esponente del centrodestra aveva esplorato la possibilità di una alleanza che partisse dal centrodestra per allargarsi al M5s. Allora l'esplorazione di entrambi non produsse frutti, ma l'innovazione della prassi introdotta dal capo dello Stato, quella di circoscrivere il perimetro dell'esplorazione a un ambito di maggioranza ben delineato, viene ora riproposto, potendo contare su una disponibilità già dichiarata dai partiti che finora hanno sostenuto il governo Conte, che si è dimesso pochi giorni fa. Un compito dunque già prefigurato dalle consultazioni tenute in questi giorni.

LE CONSULTAZIONI
«È doveroso dar vita presto a un governo con un adeguato sostegno parlamentare in un momento così decisivo. L'Italia come tutti i Paesi sta affrontando nuove pericolose offensive di una pandemia da sconfiggere con una diffusa e decisa campagna di vaccinazione e tanti cittadini subiscono pesanti conseguenze», dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni al Quirinale.

Ore 17 - Movimento Cinque Stelle - «Al presidente Mattarella abbiamo reso la nostra disponibilità a un confronto con chi ha a cuore l'interesse del Paese, per un governo politico a partire dalle forze di maggioranza attuali, ma con un patto di legislatura. L'unica persona in grado di presiedere questo governo per il M5s è Giuseppe Conte. Abbiamo piena consapevolezza della difficile situazione in cui si trova l'Italia. Davanti alla sofferenza dlela popolazione la politica deve rispondere in modo adeguato e risolvere i problemi. Le ragioni della crisi sono incomprensibili anche a noi, oltre che ai cittadini; non l'abbiamo voluta». Lo dice il capo politico M5s Vito Crimi dopo le consultazioni. La delegazione del M5s è composta anche dai capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa ed Ettore Licheri.

Ore 16 - Centrodestra - «Abbiamo espresso preoccupazione per questo governo incapace: serve soluzione rapida. Abbiamo riproposto al presidente la richiesta di elezioni. Quindi un governo con programma coeso e maggioranza solida. Piena disponibilità a collaborare su provvedimenti utili a italiani. No ad appoggio di questa maggioranza». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine delle consultazioni al Quirinale. «Tutti i componenti della delegazione hanno escluso la possibilità di qualsiasi appoggio alla riedizione della stessa maggioranza, che sta tenendo in ostaggio il Paese da settimane e che sarebbe ancor più debole qualora fosse garantita da singoli voltagabbana», aggiunge. «Tutti i componenti della coalizione di centrodestra si sono riservati, ove non si andasse a elezioni, di valutare con il massimo rispetto ogni decisione che spetta costituzionalmente al Capo dello Stato all'esito delle consultazioni in corso», conclude il leader leghista.

A comporre la delegazione la leader di Fdi Giorgia Meloni (che si appoggia alle stampelle) con i capigruppo Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida, il vicepresidente di Fi Antonio Tajani con i capigruppo Mariastella Gelmini e Annamaria Bernini, il leader della Lega Matteo Salvini con i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, Maurizio Lupi per Usei-Cambiamo alla Camera, Giovanni Toti per Cambiamo, Gaetano Quagliariello per Cambiamo del Senato e Antonio De Poli per l'Udc.

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