martedì 9 febbraio 2021
Conclusi i colloqui del premier incaricato con le delegazioni dei partiti maggiori: da Zingaretti a Berlusconi, da Salvini a Vito Crimi. Mercoledì gli incontri con le parti sociali
Ultimo giorno di consultazioni con i partiti per Mario Draghi

Ultimo giorno di consultazioni con i partiti per Mario Draghi - Ansa

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Chiuso il secondo giro di consultazioni con i partiti, si apre il dialogo con i sindacati e le imprese, in un fitto calendario di appuntamenti da mercoledì mattina alla Camera dei deputati. Un passaggio atteso. Era stato lo stesso Mario Draghi, subito dopo aver ricevuto l'incarico per la formazione di un nuovo governo, al Quirinale, a dirsi «fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile e positiva». Parole che hanno portato i sindacati a vedere l'avvio di una nuova fase e a richiamare anche la concertazione sul modello di Carlo Azeglio Ciampi.

In programma un lungo giro di incontri che vedrà partecipare in mattinata prima l'Abi e l'Ania, quindi Confindustria con il presidente Carlo Bonomi, Confapi, e poco dopo Cgil, Cisl e Uil con i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. A seguire l'Ugl e tra gli altri, nel pomeriggio, Unioncamere, le diverse associazioni di categoria come Confcommercio e Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani e poi l'Alleanza delle cooperative.

La giornata di martedì ha invece visto le consultazioni con i leader dei maggiori partiti. Qui di seguito le tappe della giornata

Ore 18.45. «La cosa a cui tenevamo di più è che l'azione di governo avesse come pilastro la transizione energetica e ambientale. Abbiamo insistito sull'idea di un super-ministero che coordini tutti gli investimenti indirizzati in politiche che mettano l'ambiente come filtro dell'attività. Abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che si stia immaginando quale sia l'assetto istituzionale che possa adeguarsi a questo approccio. E ci ha raccontato che è andato a verificare l'esperienza francese sul super-ministero per le politiche
ambientali». Lo ha spiegato il capo politico M5s Vito Crimi dopo le consultazioni. «Sul reddito di cittadinanza abbiamo ribadito l'importanza e assicurazione che oggi è più che mai necessario rafforzare le misure di sostegno, di fare razionalizzazione e creare misure universali che mettano insieme ammortizzatori sociali e sussidi per tutte le figure che hanno difficoltà a essere inserite nel mondo del lavoro», ha aggiunto. «Abbiamo affrontato anche il tema del Mes. Ed è stato molto chiaro, una misura come questa va utilizzata se ci sono piani e motivi, che a oggi non ci sono. Così come la convenienza economica. Il Mes non è stato infatti minimamente menzionato nel programma di governo. Nelle prossime ore verificheremo tutto l'aspetto complessivo, quindi anche il tipo di configurazione di governo che intende adottare il professor Draghi e faremo parlare i nostri iscritti. Contiamo nell'intelligenza collettiva per fare la scelta giusta negli interessi del Paese», ha concluso Crimi.

Ore 17.45. È appena iniziato l'ultimo incontro in programma, con i Gruppi Movimento 5 Stelle della Camera e del Senato, la cui delegazione è composta da Beppe Grillo, Vito Crimi, Ettore Licheri, Andrea Cioffi, Davide Crippa e Ilaria Fontana.

Ore 17.30. «Abbiamo parlato di Europa, il nostro obiettivo è che l'Italia torni protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia l' interesse nazionale in Ue. No ad austerità ed è condiviso. No a patto, lacrime e sacrifici». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo le consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. «Una delle priorità è lo sviluppo, lo sblocco dei cantieri e quindi la revisione del Codice degli appalti. Mi fa piacere che Draghi abbia citato come esempio il modello Genova, che abbiamo visto da vicino, con burocrazia zero, che sarebbe un volano per tutto il Paese. La riapertura dei cantieri, il rilancio dell'edilizia significa dare lavoro a un milione di persone. Sulle tasse usciamo sollevati da questo incontro. L'impegno da noi avanzato e condiviso dal professore è nessuna nuova tassa, nessun aumento dell'Imu, nessuna patrimoniale e un tavolo per la riforma dell'Irpef. Per noi è motivo di ottimismo», aggiunto.

Ore 17. La delegazione della Lega, guidata da Matteo Salvini, è a colloquio con il premier incaricato Mario Draghi. Il leader del Carroccio è accompagnato dai capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Ore 16.40. «Ho confermato il nostro sostegno al premier Mario Draghi, con la sollecitazione di adottare scelte di grande profilo, decidendo in piena autonomia». Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia al termine del colloquio con il premier incaricato. «Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo: la gravità dell'ora impone a tutti di mettere da parte i calcoli, le tattiche, gli stessi interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese. Se questo avverrà, sono certo che l'Italia riuscirà ancora una volta a risollevarsi e ad andare avanti», ha aggiunto. Questo governo rappresenta «una risposta unitaria che avevamo chiesto per primi e che trova piena corrispondenza nell'invito rivolto dal capo dello Stato a tutte le forze politiche ad assumersi le loro responsabilità», ha concluso Berlusconi.

Ore 16. La delegazione di Forza Italia è a colloquio con il premier incaricato Mario Draghi. A guidare i gruppi di Camera e Senato Silvio Berlusconi, accompagnato da Antonio Tajani, Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini.

Ore 15.50. «Posso dire che siamo veramente molto soddisfatti del contributo, dei contenuti e delle linee guida alle quali il professore sta lavorando». Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti dopo aver incontrato il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. «Non abbiamo parlato di composizione del governo. È un'ipotesi che dovrà formulare il presidente incaricato sulla base del perimetro della maggioranza. Ci rimettiamo alle valutazioni che il professor Draghi farà perché credo che sia il posizionamento più corretto per chi come noi. Noi e la Lega rimaniamo forze alternative. Ma non facciamo veti a prescindere. Ci sarà un perimetro programmatico e questa è una valutazione che dovrà fare il professore nella sua autonomia», ha aggiunto il segretario del Pd. È «importante» tra le riforme quella «fiscale» con «pilastri indicati di progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema che sarebbe sbagliata e attenzione alla fiscalità sul lavoro», ha concluso Zingaretti.

Ore 15. È in corso l'incontro tra il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi e la delegazione Pd composta da Nicola Zingaretti, Andrea Orlando, Valentina Cuppi, Graziano Delrio e Andrea Marcucci.

Ore 14. «La nostra posizione è immutata: non voteremo la fiducia a Mario Draghi. Siamo comunque a disposizione della nazione. Abbiamo preferito mettere nero su bianco con una lettera al presidente Draghi il lavoro che Fdi ha fatto finora con i principali dossier aperti. Abbiamo sottolineato cinque linee di intervento che sono natalità, sicurezza, infrastrutture specie portuali e con il recupero gap tra Nord e Sud, ricostruzione post sisma e la riconversione delle produzioni industriali». L'ha detto la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi. E ha aggiunto: «Abbiamo mandato un documento sull'emergenza economica chiedendo di affrontare questioni per superare il divario tra lavoratori serie a e b», citando infine «il lavoro per l'assegno universale e unico che ci piacerebbe portare avanti».

Ore 13.15. Nell'ambito delle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, è iniziato l'incontro con i Gruppi Fratelli d'Italia di Camera e Senato. La delegazione del partito ricevuta a Montecitorio è composta da Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani.

Ore 13. «Le suppletive a Siena? È prematuro parlarne adesso. Sentiremo i nostri rappresentati sul territorio. Per Iv la priorità è data al Paese un Governo. Il destino personale del presidente Conte non è la priorità, la priorità è il Paese». Così la capogruppo di Italia viva alla Camera Maria Elena Boschi dopo aver incontrato il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. «Con Matteo Renzi abbiamo espresso il totale sostegno di Iv all'impianto di programma e alle scelte che Draghi porterà avanti, con grande attenzione al piano vaccinale che va rafforzato rapidamente e al mondo della scuola». Lo ha detto Teresa Bellanova di Iv al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Bellanova ha definito quello con Draghi come «un incontro molto positivo. Ci ha illustrato punti del programma da noi fortemente condivisi a partire dall'europeismo e dal forte ancoramento all'atlantismo e fino alla grande sostenibilità ambientale. In questi punti fondamentali c'è grande interesse e attenzione alla fiducia da rafforzare nel Paese. I cantieri, la creazione di opere utili per il Paese di posti di lavoro, un forte sostegno al turismo e alle attività produttive, niente finanziamenti a pioggia, ma incentivi in modo duraturo», ha aggiunto l'ex ministra per le Politiche agricole. Bisogna «concludere presto nell'interesse del Paese» - ha detto ancora Bellanova -. Sappiamo che oggi finisce gli incontri con i partiti politici, domani ci sarà il confronto con le parti sociali poi sta nella disponibilità del presidente incaricato sciogliere la riserva. I tempi stanno al presidente incaricato. Speriamo che tutti si lavori per far partire quanto più rapidamente questo governo, governo della speranza. Questo Paese ha bisogno di segnali di coraggio, speranza, di recuperare fiducia nel futuro».

Ore 12.30.
È iniziato l'incontro con i Gruppi Italia Viva della Camera e Italia Viva-Psi del Senato, nell'ambito del secondo giro di consultazioni con le forze politiche. La delegazione di Iv è composta da Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Teresa Bellanova e Davide Faraone.

Ore 12.15. «Ci riserviamo di fare le nostre scelte nel momento in cui sarà presentato il programma e sarà definito il profilo del governo». Così Loredana De Petris, capogruppo di Leu al Senato, dopo aver incontrato il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. «Abbiamo riconfermato a Draghi la nostra disponibilità ad accogliere l'appello del presidente Mattarella e procedere alla interlocuzione nei modi che lui ritenga». Lo ha detto Federico Fornaro di Leu al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato, sostenendo che si è trattato di «un incontro solo programmatico». «Abbiamo espresso apprezzamento per le sue valutazioni positive sulla gestione della pandemia e crediamo che l'obiettivo da perseguire sia quello del principio di precauzione con la sanità al primo posto», ha concluso.

Ore 11.45. Nella Sala della Lupa di Montecitorio Draghi sta ricevendo il Gruppo Liberi e Uguali
Camera e la Componente Liberi e Uguali Senato, rappresentati da Federico Fornaro e Loredana De Petris.

Ore 11.30. «Ben venga se il calendario scolastico arriverà fino a giugno, anche perché ci sono dei ragazzi che sono stati completamente esclusi dalla Dad». Lo ha detto Andrea Causin, del Gruppo Europeisti - Maie - Centro Democratico del Senato, al termine delle consultazioni con il presidente del consiglio incaricato Mario Draghi. «Ho apprezzato molto che si parla della scuola senza tabù», ha aggiunto. «Bisogna consolidare e rendere strutturale, e su questo ha convenuto il presidente incaricato, la capacità dell'Europa di essere un soggetto politico ed economico unitario. La possibilità di creare un Bilancio europeo per poter mutualizzare il ricorso al Recovery Fund. Non dobbiamo tornare al passato, all'austerity. Poi l'atlantismo, il multilateralismo sono molti importanti. E poi l'ambientalismo, ma non come limite, piuttosto un'occasione di sviluppo». Così Gregorio De Falco, voce di Centro democratico, dopo aver incontrato il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. «Condividiamo gli obiettivi certamente europeisti del governo che vogliamo davvero raggiunga il risultato. Siamo nati da un appello di Mattarella ai costruttori. Siamo davvero lieti che il 90% del Parlamento è diventato europeista e costruttore...». Lo ha detto Ricardo Merlo del Maie al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. «Abbiamo parlato con Draghi delle politiche per gli italiani all'estero», ha concluso.

Ore 11. Ha aperto la nuova serie di incontri a Montecitorio quello fra Draghi e il Gruppo Europeisti - Maie - Centro Democratico Senato, la cui delegazione è composta da Riccardo Antonio Merlo, Andrea Causin e Gregorio De Falco.


«Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste», ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'Economia in un'intervista al Financial Times on line. L'ex presidente della Bce «conosce benissimo i colli di bottiglie, le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia», ha osservato Gentiloni.

Intanto l'ossatura del programma c'è. E c'è una decisa proiezione europeista, a definire il perimetro della maggioranza. Dire sì o no alla fiducia al governo Draghi vuol dire anche - Matteo Salvini è avvertito - dire sì o no alla "prospettiva" di una maggiore "integrazione" dell'Unione. La squadra di governo che accompagnerà l'ex presidente della Bce in questo percorso è invece ancora un'incognita, per i partiti della sua potenziale maggioranza: la convinzione è che sarà tecnico-politica, senza i leader, con ministri scelti dal premier, ma nel dettaglio non si sa nulla e dai partiti continuano a trapelare auspici e paletti. Ai piccoli gruppi incontrati ieri nel secondo giro di consultazioni, Mario Draghi non lascia neanche un indizio. Ma l'impressione - racconta l'esperto Bruno Tabacci - è che possa prendere ancora qualche giorno per decidere: portare la lista al Quirinale tra giovedì sera e venerdì o anche, azzarda qualcuno, all'inizio della prossima settimana.

«Presidente, la prossima volta ci incontreremo in Parlamento?», chiede uno dei consultati, per capire se sia imminente il voto di fiducia al nuovo governo. "Vedremo", risponde il premier incaricato, senza sbilanciarsi di un millimetro. Lo descrivono gentile, accogliente, ma anche molto netto nella sua impostazione di lavoro: ha davanti a sé alcuni appunti schematici ed illustra in poche parole i cardini del suo programma. «È chiaro che non si fa dettare condizioni sui temi, figuriamoci sulla squadra. La farà Draghi ascoltando solo Mattarella», dice un deputato centrista. C'è chi ipotizza che il premier incaricato possa sentire i leader di partito dopo le consultazioni, prima di chiudere il cerchio. Ma nell'incrocio tra ministri e deleghe, emergono tutte le difficoltà nel tenere insieme una maggioranza che spazi da Leu (combattuta al suo interno se entrare o meno) alla Lega, passando da Pd e M5s.

Le posizioni, dunque. I Cinque stelle, che ufficializzeranno la scelta con un sofferto voto su Rousseau, chiedono un governo politico e quindi loro ministri: Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, possibilmente confermati agli Esteri e allo Sviluppo economico, rappresenterebbero due delle grandi componenti del Movimento. Giovedì si saprà se gli iscritti a M5s decreteranno il sì all'ingresso dei pentastellati nella compagine governativa o al contrario dovranno restarne fuori. Altrettanto fa la Lega, dove si starebbero confrontando anche in chiave interna le due anime facenti capo a Matteo Salvini (con la richiesta del leader al governo) e Giancarlo Giorgetti. Al Pd le aspirazioni degli ex ministri e delle correnti si scontrerebbero con la volontà di Draghi di scegliere i profili più adatti, di qui la spinta di alcuni per un 'disarmo' e l'indicazione di tecnici d'area. Il Nazareno fa sapere che ci si affida alle decisioni che il premier incaricato prenderà d'accordo con Mattarella, ma nei gruppi parlamentari si fanno i nomi di Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e Andrea Orlando come possibili ministri politici. Matteo Renzi, da Italia viva, starebbe spingendo nella direzione di una discontinuità col precedente governo.

«Chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti fino a quando ci sarà l'emergenza e della Cig
attraverso il programma Sure. In parallelo va costruito un percorso di riforma di ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro». Lo afferma il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, in vista dell'incontro, domani, con Draghi. «In un momento così drammatico è opportuno coinvolgere tutte le parti del Paese. Faremo presente al premier incaricato che ci sono alcune emergenze da affrontare: la difesa dei posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione», sottolinea.

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