mercoledì 27 dicembre 2023
Le guerre, la spesa militare, il Tpnw: Acli, Azione Cattolica, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari Italia e Pax Christi chiedono una conversione degli animi e della politica
La marcia della Pace del 10 dicembre per il cessate il fuoco a Gaza

La marcia della Pace del 10 dicembre per il cessate il fuoco a Gaza - Perugia Assisi

COMMENTA E CONDIVIDI
Rimettere al centro del dibattito il ripudio della guerra. A pochi giorni dalla 57ª Giornata mondiale per la pace, i responsabili di Acli, Azione Cattolica, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari Italia e Pax Christi sottoscrivono un appello che chiede una conversione profonda, degli animi come della politica, per invertire una china pericolosissima che ha moltiplicato i "pezzi" della III Guerra mondiale denunciata da tempo da Papa Francesco. La risposta alle crisi in Ucraina e Palestina è un'accelerazione della corsa al riarmo, con i paesi Nato che puntano al 2% del pil da destinare agli armamenti e non aderiscono al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari (Tpnw).

«Non possiamo restare in pace in questo fine anno segnato dalla tragedia che sconvolge la Terra Santa - si legge nell'appello delle associazioni cattoliche - mentre nel cuore dell’Europa continua la sofferenza del martoriato popolo ucraino. Resta desolatamente senza risposta ogni ragionevole appello per porre termine alla follia della guerra e alla strage degli innocenti. È un tempo che ci invita alla conversione profonda per non restare inerti e indifferenti davanti a scelte che appaiono delegate solo ai capi delle nazioni, gli stessi ai quali si è rivolto papa Francesco per ribadire che "a nulla giova conservare oggi un’autorità che domani sarà ricordata per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario" (Messaggio alla Cop28 del 2 dicembre 2023)».


«Per questo motivo, alla vigilia del 2024, come cittadini di questo Paese e del mondo intero,

rinnoviamo la forte sollecitazione a mettere al centro del dibattito pubblico il ripudio della guerra a partire dalla necessità di bandire non solo l’uso ma anche il possesso delle armi nucleari

. L’Italia ha un ruolo storico e morale da svolgere come promotrice di una cultura di pace in uno scenario che appare sempre più incerto. La consapevolezza dell’irrompere dell’intelligenza artificiale pone, ad esempio, gravi questioni politiche "nel contesto ideologico di un paradigma tecnocratico, animato da una prometeica presunzione di autosufficienza"» (Messaggio di papa Francesco per la 57esima Giornata Mondiale della Pace).



Per i responsabili delle cinque organizzazioni cattoliche

«tale vertigine di onnipotenza conduce, ora, al paradosso di affidare ad un algoritmo la decisione finale dell’arma letale di autodistruzione di massa

. Non è più tempo di sterili polarizzazioni ma di prendere sul serio l’appello di Joseph Rotblat, lo scienziato che si rifiutò di partecipare al progetto Manhattan dell’arma nucleare usata nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki: "Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto"».



«Cominciamo, dunque, il nuovo anno con il mese di gennaio dedicato alla pace - si legge nell'appello - affrontando apertamente

la questione dell’adesione dell’Italia al Trattato Onu del 2017 di messa al bando delle armi nucleari

. Una grande occasione per rimettere l’Europa stessa al centro di un processo pace. Cominciamo il nuovo anno anche rivolgendo un forte appello al Governo e al Parlamento affinché il nostro Paese faccia sentire alta e forte la propria voce per chiedere l’immediato cessate il fuoco in Medio Oriente. La strage degli innocenti va assolutamente fermata. La politica e la diplomazia devono tornare con determinazione ad essere i mezzi per la risoluzione delle controversie internazionali. Similmente chiediamo alle Forze Politiche del nostro Paese di attivarsi affinché

l’Europa sia protagonista, in modo deciso e determinato, di un’azione di pace anche nel conflitto in atto in Ucraina

: la logica delle armi porta solo morte e distruzione».



Emiliano Manfredonia (Presidente nazionale delle Acli)
Giuseppe Notarstefano (Presidente nazionale di Azione Cattolica Italiana)
Matteo Fadda (Presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII)
Gabriele Bardo e Cristiana Formosa (Responsabili nazionali del Movimento dei Focolari Italia)
Monsignor Giovanni Ricchiuti (Presidente nazionale di Pax Christi)


© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI