giovedì 20 giugno 2019
Conte al taglio del nastro: fondamentale investire in ricerca. Fontana (Centro Nemo): passo avanti. Anelli (Cattolica): nessuna malattia è inviolabile. Il presidente Raimondi: ricerca e cura legati
Conte al taglio del nastro della biobanca

Conte al taglio del nastro della biobanca

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Il passo avanti è evidente. Per la prima volta in Italia, infatti, i ricercatori impegnati nella lotta alla Sla, Sclerosi laterale amiotrofica, patologia oggi inguaribile che colpisce oltre 6000 italiani, potranno contare sulla prima biobanca per la conservazione dei tessuti biologici necessari alla ricerca dedicata alla Sla e aperta a tutti gli scienziati nel mondo. Un luogo all'avanguardia - con 10 contenitori ad azoto di ultima generazione in cui potranno essere stoccati 380mila campioni biologici con temperature che possono variare tra -20 e -196gradi - reso possibile da Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, in collaborazione con la Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs e Biorep Gemelli Biobank, grazie al finanziamento del Gruppo Selex.

La biobanca vazionale Sla è stata inaugurata stamattina a Roma alla presenza, tra gli altri, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che dopo il taglio del nastro ha voluto visitare il centro Nemo adulti - il centro che da oltre 10 anni è dedicato esclusivamente alla presa in carico specialistica delle persone con malattie neuromuscolari - soffermandosi molto a parlare con i pazienti. «Sono ancora più determinato e l'ho già detto più volte e ripetuto: bisogna investire in ricerca e vi assicuro che farò il mio compito», ha promesso il premier prima di andare via.

Conte con il team del centro nemo e il primario Sabatelli e monsignor Giuliodori

Conte con il team del centro nemo e il primario Sabatelli e monsignor Giuliodori

Il taglio del nastro della Biobanca nazionale Sla arriva in occasione della Giornata mondiale sulla Sla “Global Day”, che si celebra in tutto il mondo il 21 giugno per sollevare l’attenzione sui diritti delle persone con Sla. La scelta del 21 giugno, solstizio d’estate, esprime la speranza in un punto di svolta nella ricerca delle cause e delle cure efficaci per sconfiggere la Sla.

«È la prima volta che, su iniziativa degli stessi pazienti, si realizza una biobanca messa interamente a disposizione degli scienziati impegnati nella ricerca - ha spiegato Massimo Mauro, presidente di Aisla - La nostra gente guarda al futuro con speranza e, ad oggi, l’unica risposta possibile è la ricerca». Quello della biobanca è un progetto che aiuterà i ricercatori a offrire finalmente nuove terapie ed avere una freccia in più per sconfiggere la Sla. La biobanca situata al Policlinico Gemelli di Roma e sarà gestita da XBiogem, (Biorep Gemelli Biobank), società nata dalla collaborazione tra Policlinico Gemelli e BioRep, il centro di risorse biologiche del Gruppo Sapio.

«Nel nostro ospedale ricerca scientifica e cura si legano inscindibilmente con alta specializzazione e tecnologie innovative a disposizione di tutti i malati - ha aggiunto Giovanni Raimondi, presidente di fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs - La biobanca è un nuovo importante tassello di questo mosaico di struttura d’avanguardia, la cui realizzazione è un esempio di fruttuosa sinergia tra industria, strutture ospedaliere e associazionismo per il raggiungimento di risultati nella ricerca di cure contro la Sla». La biobanca è stata pensata non solo per poter ricevere e stoccare i campioni biologici dai centri di ricerca, secondo criteri standard ottimali per la ricerca scientifica, ma anche per poterli condividere e inviare ai ricercatori che ne fanno richiesta. Sarà stilato un catalogo con i campioni stoccati, consultabile dagli scienziati italiani e stranieri e potrà essere gestito anche l’invio dei tessuti ai centri di ricerca, sempre nel rispetto dei criteri di corretta conservazione dei campioni.

Conte i vertici di Aisla, Cattolica e Gemelli

Conte i vertici di Aisla, Cattolica e Gemelli

«l confronto con la malattia colpisce la sensibilità di chiunque, le realtà economiche e industriali si associano con la realtà scientifica per uno sforzo sulla ricerca - ha sottolineato anche il rettore dell'università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli - perché nessuna malattia è inviolabile ma per farlo serve investire nella ricerca. Confido che la biobanca agevolerà la ricerca e le sarà di supporto». La disponibilità di campioni biologici di persone affette da Sla, raccolti secondo standard internazionali e nel rispetto delle norme sulla privacy (i campioni sono catalogati in modo anonimo) è fondamentale per condurre ricerche scientifiche su questa patologia, per verificare in vitro sia la reazione a test con nuove molecole, sia la possibilità di identificare marker della patologia. Ad oggi, infatti, nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla ricerca negli ultimi venti anni, le cause della SLA sono sconosciute e non sono ancora state trovate cure risolutive.

«Nemo pone al centro ogni giorno il bisogno della persona, mantenendo sempre lo sguardo rivolto al futuro - il presidente dei centri clinici Nemo Alberto Fontana - E oggi, con la nascita della prima biobanca nazionale per la ricerca sulla Sla, non possiamo che festeggiare un importante passo avanti nella ricerca. Una ricerca che parte dal contributo e dal valore di ogni persona che vive la malattia». La creazione e l’avvio delle attività della biobanca sono stati possibili grazie ad una donazione di 300.000 euro di Selex Gruppo Commerciale. Questa cifra è stata raccolta anche grazie alla campagna nazionale “Un gesto con il cuore per sostenere la ricerca contro la Sla” portata avanti in 700 punti vendita nel mese di maggio 2019 che ha portato il Gruppo a donare l’1% del venduto dei propri prodotti a marchio ad Aisla. «Cerchiamo di individuare ed elaborare progetti che hanno l’obiettivo di creare valore condiviso - ha spiegato Maniele Tasca, direttore generale di Selex Gruppo commerciale - Per questo abbiamo contattato Aisla, per dare un aiuto concreto condividendo l’impegno con i nostri clienti, e da qui è nata la campagna nazionale a favore della ricerca. Il resto è un gesto che ci è parso naturale fare».


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