venerdì 9 maggio 2014
Statali e paritarie insieme: rimettere al centro l’educazione. Bagnasco: la contrapposizione esiste solo in alcune menti ottocentesche. VAI ALLO SPECIALE
EDITORIALE Un nonno in piazza per guardare al futuro di Giorgio Paolucci
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In molti si metteranno in viaggio questa sera o all’alba di domani per non mancare all’appuntamento con il Papa in piazza San Pietro. È il popolo della scuola italiana che nelle prossime ore convergerà su Roma per questo grande incontro sul tema dell’educazione. Sono attesi in oltre 150mila (stando alle iscrizioni) ma alla fine potrebbero essere molti di più. «È il tempo di rimettere al centro le cose che contano, e tra queste la scuola merita un’attenzione speciale, perché se no si investe su di essa difficilmente un Paese riprende a crescere» commenta il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in un’intervista al settimanale Famiglia Cristiana proprio in vista dell’appuntamento di domani. «Una società che non destina energie economiche e, ancor prima, risorse personali per la scuola, cioè per la formazione e l’innovazione – prosegue –, finisce per perdere il treno della ripresa». Per questo la «Chiesa considera la scuola "decisiva" e si è pensato di mobilitare quelli che ogni mattina vanno a scuola, cioè alunni e docenti, ma anche famiglie, per una festa che metta l’accento non tanto sui problemi quanto sulle potenzialità di questa straordinaria avventura educativa».Una attenzione globale alla scuola, senza distinzioni e steccati. Questa contrapposizione - statale e paritaria - «esiste solo nella testa di alcune menti ottocentesche, ancora presenti, ahimè, nel nostro Paese» commenta ancora Bagnasco nell’intervista. «Chi continua a rappresentare una guerra tra poveri, dove la scuola statale si fronteggia con quella paritaria – prosegue il presidente della Cei – dimentica un elementare dato di fatto: se chiudessero di colpo tutte le scuola paritarie in Italia, si produrrebbe una crisi del sistema e un danno economico». E proprio per questo il cammino di avvicinamento ha cercato e voluto coinvolgere tutte le realtà associative, i movimenti e i protagonisti della scuola statale e paritaria, che oggi si troveranno una a fianco all’altra in piazza San Pietro. Presenti tutte le associazioni del mondo della scuola paritaria, ma anche tantissime scuole statali che si sono organizzate con pullman, treni, aerei e persino la nave. Ma anche i movimenti ecclesiali, come l’Azione cattolica, saranno in piazza per ascoltare la parola del Papa. C’è grande attesa per quanto dirà papa Francesco, che nella sua vita è stato anche insegnante vivendo dal di dentro la realtà scolastica e che molte volte si è espresso in discorsi e scritti sul tema dell’educazione, quando era arcivescovo di Buenos Aires. Sarà un dialogo con la scuola italiana e quindi al Papa saranno offerte alcune testimonianze da parte di chi vive nella scuola. Poi il suo intervento. Un incontro che durerà complessivamente un’ora e mezza. Novanta minuti da cui la scuola italiana aspetta molto. Per ripartire.
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