martedì 12 febbraio 2019
Un florovivaista di Pistoia regala essenze autoctone per il primo rimboschimento di tre ettari devastati dal rogo doloso di settembre 2018. Altri 55mila euro stanziati grazie all’iniziativa del Fai
Il dono di 10mila piante. Rivivono i Monti pisani

Tornerà presto un po’ di verde sui Monti pisani feriti dall’incendio appiccato lo scorso 24 settembre. Merito di uno dei più noti vivaisti della Toscana, Fabrizio Tesi, presidente della Coldiretti di Pistoia e al timone di un’azienda florovivaistica che porta ancora il nome dello zio scomparso 19 anni fa: la Giorgio Tesi Group, sede principale a Badia a Pacciana e filiali anche a Grosseto, Orbetello, Piadena (Cremona) e San Benedetto del Tronto (Ascoli). Fabrizio Tesi con i fratelli Romeo e Tiziano e il cugino Claudio hanno infatti deciso di donare diecimila piantine necessarie a un primo intervento di rimboschimento dei Monti. «Metteremo a disposizione varietà tipiche della macchia mediterranea autoctona: corbezzoli, lecci, sughere, ginepri, ginestre, filarie, alaterni, olivi autoctoni, coltivati nei nostri vivai di Grosseto», spiega il florovivaista.

Si tratta di essenze da 20/30 centimetri, di facile piantumazione, destinate con il tempo a crescere e a dare ombra, riparo e refrigerio a chi frequenterà strade e sentieri di questo lembo di terra. Non è la prima volta che il cuore dei vivaisti pistoiesi – anche tramite la onlus nata in ricordo dello zio Giorgio – si apre a iniziative di solidarietà. L’azienda nel 2012 ha donato migliaia di altre piantine per il rimboschimento di Marina di Grosseto. Significativo anche il gesto di regalare frassini per il «Giardino d’ombra» che sorge di fronte alla Grotta di Lourdes, «un luogo spesso frequentato – confida Fabrizio – dalla nostra famiglia». «Siamo stati molto colpiti dalle immagini del rogo che a fine settembre ha devastato i Monti pisani – ricostruisce l’imprenditore –. Mille ettari di bosco distrutti, 150 ettari di oliveti in fumo...

In casa ci domandammo subito cosa avremmo potuto fare per quel lembo di terra gravemente ferito. Ecco perché, quando l’assessore regionale Marco Remaschi ha fatto appello a Coldiretti e ai florovivaisti della Toscana per il rimboschimento, ci siamo resi subito disponibili a fare la nostra parte». Saranno i tecnici dei Comuni di Calci e Vicopisano a individuare l’area pilota su cui piantumare le varietà che più riterranno idonee. Da Coldiretti Toscana – come garantito dal presidente regionale Fabrizio Filippi – l’impegno a fornire supporto tecnico, organizzativo e divulgativo alle operazioni. Diecimila piante sono tante, anche se di fatto potranno coprire al massimo tre ettari di terreno.

Ma il buon esempio – è l’augurio di molti – potrebbe essere replicato anche da altre aziende toscane; e non solo. Del resto le comunità del territorio hanno sperimentato come, con la solidarietà di tutti, niente sia impossibile. In appena due mesi i Monti pisani hanno scalato la classifica del censimento 'I Luoghi del cuore' promosso dal Fondo Ambiente Italiano: i 114.670 voti raccolti – grazie soprattutto al comitato Insieme per il Monte pisano e al testimonial, l’attore Renato Raimo – valgono il primo posto di quella speciale classifica e, con esso, visibilità e un assegno da 55mila euro. Intanto resta in carcere Giacomo Franceschi, il volontario del servizio antincendio accusato di essere il piromane che avrebbe innestato l’incendio sul Monte Serra.

Il giudice per le indagini preliminari Donato D’Auria ha rigettato la richiesta di uscire dalla casa circondariale Don Bosco, confermando quanto già espresso dal Tribunale del riesame. Potrebbero essere stati utilizzati dei semplici zampironi per innescare il fuoco che – complici le forti raffiche di vento – ha devastato l’area.

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