giovedì 11 febbraio 2021
I militanti chiamati a esprimersi sulla piattaforma Rousseau dalle 10 alle 18. L’annuncio del dicastero per la transizione ecologica era quanto richiesto dai pentastellati per andare avanti
Il Garante del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, alla Camera il 09 febbraio 2021

Il Garante del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, alla Camera il 09 febbraio 2021 - Ansa

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Capitalizzare al massimo il segnale indiretto arrivato da Mario Draghi con la creazione del superministero "green". Beppe Grillo prova a completare l’opera iniziata qualche giorno fa con un ritorno prepotente sulla scena politica strappando una doppia conquista: il "sì" del popolo pentastellato al nuovo esecutivo e la sostanziale tenuta del gruppo parlamentare. L’annuncio del dicastero per la transizione ecologica, del resto, è il segnale che i vertici del M5s hanno chiesto a Draghi per sbloccare il voto sulla piattaforma Rousseau e portare la base del Movimento a sostenere un ingresso in maggioranza.

Non a caso, già in serata, arriva l’annuncio della chiamata alle urne virtuali sulla piattaforma che il reggente Vito Crimi aveva "congelato" ufficialmente dopo la richiesta di Grillo e tra un’infinità di polemiche in mattinata. La votazione sul portale gestito da Davide Casaleggio andrà in scena dunque oggi, dalle 10 alle 18.

Il quesito, pubblicato sul Blog delle Stelle in serata, è secco, senza possibilità di astensione, e, in un certo senso, orientato in base alla linea decisa ai piani alti: «Sei d’accordo che il Movimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal Movimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?».

L’invito alla base è chiaro: si chiede di mettere il timbro su una scelta già presa. «Ci aspettiamo una vittoria dei sì almeno con il 70%», è il pronostico che filtra dallo staff pentastellato. Si va verso la linea dura: chi in Aula non si atterrà al volere della maggioranza degli iscritti votando la fiducia al governo verrà espulso dal M5S.

La vigilia del responso di Rousseau trascorre con storytelling della «grande vittoria» ottenuta dal Movimento. «La paternità della proposta porta il nome di Beppe Grillo», raccontano fonti interne che riferiscono anche di nuovi contatti telefonici tra il fondatore del M5s e Draghi per superare lo stallo.

Il Movimento è tormentato da giorni, gran parte della base (e una fetta di parlamentari) è furibonda solo all’idea di dover entrare in un governo con Forza Italia e Lega. Anche per questo il quesito su cui sono chiamati a esprimersi gli iscritti è centrato sul programma, dando per scontato che sarà un governo "tecnico-politico" e senza veti alla presenza di altre forze politiche, Lega inclusa.

Oltre a Grillo, che ci ha messo la faccia come da anni non accadeva (neanche per l’alleanza con il Pd si era speso così tanto pubblicamente), scendono in campo anche gli altri volti noti del Movimento per fare campagna elettorale. In particolare Luigi Di Maio esterna la sua soddisfazione: «Il ministero per la transizione green è un’ottima notizia, un’importante innovazione a beneficio dell’Italia proposta da Beppe Grillo, che come sempre sa guardare lontano».

Anche Giuseppe Conte, sempre più coinvolto nelle vicende del Movimento pur restandone fuori, fa sapere che se fosse iscritto, «voterebbe sì» al quesito di Rousseau. Se Di Maio sarà sicuramente uno degli esponenti 5 stelle a essere confermato nella squadra di governo, il premier uscente si è chiamato fuori dalla corsa a un ministero e continua a giocare a carte coperte sul suo futuro. «Non ambisco a incarichi personali, l’importante è avere una traiettoria politica da offrire agli elettori».

Chi resta contrario all’abbraccio del Movimento all’ex presidente Bce è sicuramente Alessandro Di Battista, anche se l’ex parlamentare potrebbe moderare i toni degli ultimi giorni perché vuole evitare a tutti i costi una scissione e portare avanti un’opposizione interna. «Probabilmente alcuni eletti sovranisti e del fronte no-vax usciranno dal gruppo parlamentare, ma questo può essere solo un bene per il futuro del M5S», confidano da dentro. Del resto Grillo, con le ultime mosse, ha disegnato un progetto politico nuovo per la sua creatura: una forza "verde", collocata nell’area del centrosinistra che possa incidere sulla gestione dei fondi europei. Un Movimento in cui chi non si riconosce più non verrà certo trattenuto, ma accompagnato alla porta.

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