giovedì 28 marzo 2019
5 persone scese con le mani legate. La Marina militare aveva preso il controllo di Elhiblu I e scortato la nave a La Valletta: alcuni migranti ieri avevano costretto il capitano a cambiare rotta
La nave mercantile El Hiblu I, dirottata dai migranti nel porto dell'isola di Malta (Lapresse)

La nave mercantile El Hiblu I, dirottata dai migranti nel porto dell'isola di Malta (Lapresse)

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La nave cargo El Hiblu I dirottata dai migranti soccorsi in mare è arrivata nel porto dell'isola di Malta, dopo che le forze armate maltesi sono salite a bordo e hanno ripreso il controllo dell'imbarcazione.

Intorno alle 9,30 sono iniziate le operazioni di sbarco: sono state rapide e sul molo non vi erano né rappresentati dell'Alto commissariato per i rifugiati né delle associazioni. Il primo a scendere sulla terraferma è stato un bambino di pochissimi mesi tra le braccia di sua madre. Cinque dei 108 migranti soccorsi dal cargo El Hiblu I sono, invece, stati fatti scendere con le mani legate da delle fascette di plastica, mentre le altre persone sono salite sui furgoni della polizia dirette al cosiddetto Reception center. I cinque sono sospettati di essere i responsabili del cambio di rotta dalla nave cargo.

Il capo della polizia maltese, Lawrence Cutajar, intorno alle 9 del mattino era salito a bordo del mercantile turco ormeggiato al molo Boilers Wharf nel porto della Valletta, mentre la nave dirottata dai migranti veniva presidiata da oltre una dozzina di uomini delle forze speciali maltesi con armi automatiche in vista. Una volte fatte scendere a terra le persone soccorse sono state accompagnate a bordo dei furgoni della polizia che stando al Times of Malta li porteranno all'Initial Reception center a Marsa, la cittadina portuale di Malta. Non è ancora chiaro quale sarà il loro destino.

Cinque dei 108 migranti soccorsi dal cargo El Hiblu I sono, invece, stati fatti scendere con le mani legate da delle fascette di plastica, mentre le altre persone sono salite sui furgoni della polizia dirette al cosiddetto Reception center. (Lapresse)

Cinque dei 108 migranti soccorsi dal cargo El Hiblu I sono, invece, stati fatti scendere con le mani legate da delle fascette di plastica, mentre le altre persone sono salite sui furgoni della polizia dirette al cosiddetto Reception center. (Lapresse)

La nave, di proprietà di una compagnia turca ma battente la bandiera dello Stato oceanico di Palau, era partita dalla Turchia con sei uomini di equipaggio. Questa mattina presto le autorità maltesi, riferisce il Times of Malta, avevano stabilito un contatto con il capitano della nave quando si trovava a circa 30 miglia nautiche di distanza. "Il capitano, si legge in una nota del governo di Malta, ha ripetutamente affermato di non avere il controllo della nave e che lui e il suo equipaggio sono stati costretti e minacciati da un certo numero di migranti a procedere verso Malta. Un gruppo di unità operative speciali, supportato da motovedette e un elicottero, è stato inviato a bordo e ha messo in sicurezza la nave, riconsegnandone il controllo al capitano".

Secondo quanto riferito dall'ong tedesca Sea-Eye - che è impegnata in una missione "di osservazione" davanti alle coste libiche - era stato un aereo militare europeo a segnalare al mercantile El Hiblu I la posizione di due gommoni alla deriva chiedendo aiuto al capitano, dato che la guardia costiera libica non poteva intervenire.

La nave dirottata dai migranti è stata presidiata da oltre una dozzina di uomini delle forze speciali maltesi con armi automatiche in vista. Quattro persone sono scese con le manette ai polsi (Lapresse)

La nave dirottata dai migranti è stata presidiata da oltre una dozzina di uomini delle forze speciali maltesi con armi automatiche in vista. Quattro persone sono scese con le manette ai polsi (Lapresse)

La Marina militare maltese ha così ripreso il controllo di El Hiblu I, la nave cargo dirottata dai migranti che erano stati salvati martedì notte al largo delle coste della Libia: a bordo 108 persone, tra cui 19 donne e 12 minori. "La petroliera, il suo equipaggio e tutti i migranti sono attualmente scortati dalla Marina per essere consegnati alla polizia per le indagini", ha fatto sapere la Marina militare de La Valletta.

"Non ci sottrarremo alle responsabilità, nonostante le nostre dimensioni. Seguiremo tutte le regole internazionali" ha scritto su Twitter il premier maltese Joseph Muscat in merito all'arrivo a La Valletta della nave mercantile El Hiblu I, dirottata dai migranti mentre faceva rotta verso la Libia.

CHE COSA È ACCADUTO AL MERCANTILE EL HIBLU I DIROTTATO MERCOLEDÌ

Il mercantile Elhiblu I è stato dirottato mercoledì da alcuni migranti che non volevano essere riportati in Libia. L'intervento di soccorso è avvenuto mercoledì mattina in zona Sar libica. La cosiddetta Guardia costiera libica aveva coordinato il soccorso e indicato alla nave, El Hiblu I di provvedere al salvataggio di un'imbarcazione in difficoltà con 108 persone a bordo. Indicando a seguire anche il porto di destinazione, Tripoli. Il mercantile si è in un primo momento diretto verso il porto della Capitale aderendo ai comandi. Arrivato però a 5-6 miglia dal Tripoli, ha invertito bruscamente la rotta dirigendosi verso nord ed entrando nella cosiddetta Sar maltese.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini mercoledì ha confermato che alcuni migranti soccorsi da un mercantile nel Mar Mediterraneo si sarebbero ribellati all'equipaggio e avrebbero preso il controllo dell’imbarcazione, che ora sarebbe diretta verso Malta o Lampedusa, definendoli "pirati", "poveri naufraghi che dirottano il mercantile che li ha salvati perché vogliono decidere la rotta della crociera"... arrivando a parlare di "criminalità organizzata". Brandendo una mappa, durante una diretta Facebook ha aggiunto "L'Italia, scordatevela" e vergando una grande X sulla cartina.

La Ong Sea Watch ha contestato il termine "dirottamento", affermando che le azioni messe in atto dalle persone soccorse "erano per difesa personale e contro le conseguenze mortali imposte dalla politica europea disumana dei confini chiusi".

L'arrivo a La Valletta della nave mercantile El Hiblu I, dirottata dai migranti mentre faceva rotta verso la Libia (Lapresse)

L'arrivo a La Valletta della nave mercantile El Hiblu I, dirottata dai migranti mentre faceva rotta verso la Libia (Lapresse)

MEDITERRANEA: SI RISPETTI LA CONVENZIONE DI GINEVRA

"Alla #Elhiblu1 deve essere immediatamente assegnato un porto sicuro in un paese europeo dove alle persone salvate siano garantiti i diritti umani fondamentali". È quanto si legge in un tweet della ong Mediterranea.

«Saving Humans sta monitorando, minuto per minuto, il caso della nave mercantile El Hiblu 1, battente bandiera turca, che ha fatto rotta verso nord dopo aver salvato in mare un gruppo di persone fuggite dai campi di concentramento libici, in cerca di rifugio sulle coste europee. L'articolo 33 della Convenzione di Ginevra parla chiaro: "Nessuno Stato contraente espellerà o respingerà in qualsiasi modo un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate" - ricorda la ong in un comunicato -. I governi che si oppongono a questo salvataggio e pretendono che la nave consegni i naufraghi in un porto libico, compiono un reato oltre che un atto disumano. Facciamo appello alle istituzioni europee perché non voltino la testa da un altra parte ed aiutino le persone in fuga dai campi di concentramento libici. Alla El Hiblu 1 deve essere immediatamente assegnato un porto sicuro in un Paese europeo dove alle persone salvate siano garantiti i diritti umani fondamentali».

EU: SOSPESA L'OPERAZIONE SOPHIA

Nel giorno in cui Salvini ha parlato del "dirottamento di un mercantile" è arrivata anche da parte l’Unione Europea la sospensione dell’operazione militare Sophia, iniziata nel 2015 per combattere il traffico di esseri umani nel Mediterraneo tra le coste africane e quelle europee.

I governi europei hanno deciso di non impiegare più le navi militari precedentemente usate nella missione, la quale aveva come principale obiettivo la lotta ai traffici illeciti ma che di fatto prevedeva anche le operazioni di soccorso di migranti in difficoltà.

La decisione di oggi era attesa e in linea con quanto aveva affermato già a luglio 2018 il ministro dell'Interno italiano sul fatto che non avrebbe più accolto nei porti italiani le navi di Sophia nei propri porti, così come le navi di soccorso delle Ong.

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