mercoledì 4 novembre 2015
Una manifestazione itinerante, che avrà i suoi momenti culminanti al Colosseo (la mattina), a piazza Santi Apostoli (il pomeriggio) e a piazza San Pietro in occasione dell'Angelus. Mondi diversi si riuniscono intorno all'enciclica Laudato si'.
Che fosse un documento aperto a tutti e rivolto tanto ai grandi della Terra quanto agli ultimi e ai diseredati era chiaro fin dalla presentazione. Domenica a Roma una manifestazione itinerante, che avrà i suoi momenti culminanti al Colosseo (la mattina), a piazza Santi Apostoli (il pomeriggio) e a piazza San Pietro in occasione dell'Angelus del Papa, dimostrerà come le parole vibranti dell'enciclica Laudato si' siano state recepite e fatte proprie dai diversi strati della nostra società. Gli aderenti a questa Marcia per la Terra, organizzata dal Vicariato di Roma per sostenere il messaggio papale e portarlo alla decisiva Conferenza sul clima di Parigi, ne hanno colto immediatamente gli aspetti più moderni e pragmatici, rilasciando dichiarazioni di adesione che dimostrano quanto i temi sollevati dal Papa siano tutt'altro che accademici o religiosi, ma piuttosto universali e di scottante attualità."Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che ora stanno crescendo? - si legge nell'enciclica - Per quale scopo lavoriamo e lottiamo? Perché questa terra ha bisogno di noi?". La società è oggi chiamata a rispondere. Veronica Caciagli, rappresentante di Italian Climate Network accetta le sfide di questi interrogativi: "Possiamo chiamarlo Pianeta, Creato, Pachamama, Madre Terra, Natura: l'importante è unirci, come in questa Marcia, per difendere il clima e il nostro futuro!". Ma l'enciclica è anche una denuncia delle cause e delle responsabilità che ci hanno portato alla situazione attuale. Il Papa invoca una "conversione ecologica" per i colpevoli, citando il Patriarca di Costantinopoli: "Che gli esseri umani distruggano la diversità biologica […], contribuiscono al cambiamento climatico […], inquinino le acque, il suolo, l’aria: tutti questi sono peccati". L'accusa è all'economia dello sfruttamento delle risorse umane e naturali; e dalla società civile arrivano parole di giubilo: "Papa Francesco ha ridato linfa di speranza a cuori e menti nei quali si faceva strada il deserto di una rassegnata disperazione - ha dichiarato Walter Ganapini del Comitato Scientifico NeXt - Nuova Economia per tutti -. La persona deve contare più della finanza".L'enciclica mette d'accordo anche i fronti tradizionalmente contrapposti dei sindacati e degli imprenditori: "Sono questi grandi principi ideali ed obiettivi economici e sociali che la Cisl persegue nella sua azione di sindacato confederale laico saldamente ispirato alla dottrina sociale della Chiesa come al messaggio pastorale di Papa Francesco", ha scritto Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, nel suo pronunciamento di adesione alla manifestazione. Le fa eco Diego Barbato, presidente dell'Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti: "Abbiamo aderito a questa iniziativa perché crediamo che la green economy e lo sviluppo sostenibile debbano essere una risposta non solo alla crisi ecologica, ma anche alla crisi economica per evitare che la crescita odierna possa mettere in pericolo la crescita delle generazioni future".Papa Bergoglio pronuncia parole di speranza: "L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune". Un messaggio che sembra rivolto proprio al mondo dell'associazionismo. Carmen Di Penta, direttore generale di Marevivo, annuncia così la sua partecipazione alla Marcia: "Soltanto attraverso la comunione degli ideali e la partecipazione di tutti, possiamo promuovere la giustizia ambientale e difendere il Creato. Noi ambientalisti del mare, impegnati da trent’anni in attività e azioni in difesa dell’ecosistema marino e delle sue creature, siamo mossi da un'onda benefica di speranza e tutti dobbiamo attivarci seguendo l'invito di Papa Francesco".Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, accoglie con favore l'invito a sostenere il messaggio del Papa e dichiara: "Per salvaguardare il clima globale e proteggere i diritti dei più indifesi è necessario, entro il 2050, smettere di usare combustibili fossili e passare interamente alle fonti rinnovabili per garantire energia pulita e accessibile a tutti". Evidentemente anche lui con Papa Francesco è convinto che: "l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente [... che] non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi".Tra i sostenitori della Marcia anche Reloader Onlus - attiva nelle soluzioni tecnologiche per ridurre l'impatto delle produzioni e dei trasporti - che attraverso il suo portavoce Paolo Serra: "Aderisce, condividendone i principi, alla Marcia per la Terra al fine di diffondere la cultura della condivisione, del riciclo e del recupero. Il nostro auspicio è che le persone, prendendo consapevolezza di ciò che possono fare, partecipino attivamente alla salvaguardia del Pianeta contribuendo, anche con piccoli gesti, a rendere la Terra un luogo migliore per noi stessi e, soprattutto, per le generazioni future". Il concetto forse più innovativo della Laudato si' è quello di ecologia integrale che "ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati". Thomas Hofer, coordinatore Fao della Mountain Partnership, realtà che riunisce governi e organizzazioni private in tutto il mondo in difesa delle comunità montane, sintetizza così gli effetti dei cambiamenti climatici sulle comunità più fragili: "Il mutamento climatico sta aggravando povertà, scioglimento dei ghiacciai, disponibilità delle risorse idriche e aumentando il rischio di calamità naturali sulle montagne. Dobbiamo fare qualcosa subito". Gli fa eco Paolo Angelini, capo della delegazione italiana alla Convenzione delle Alpi: "I cambiamenti climatici hanno effetti pesanti e spesso gravi sugli ecosistemi montani e sulle popolazioni che vivono in Montagna". Appare chiaro che la marcia di domenica abbia messo in moto forze vive della società, associazioni e istituzioni in sintonia col messaggio papale: "Questa dell'8 novembre è la Marcia che da sostegno al messaggio di Papa Francesco in vista della grande Conferenza sul clima di Parigi - riassume Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, tra gli organizzatori dell'evento -.  È la marcia della solidarietà verso i più fragili che a quel tavolo non avranno voce nonostante si decida del loro futuro. È la marcia di chi crede nella forza della gente semplice, la quale forse non capirà molto di economia e di politica ma capisce certo molto bene che la priorità va data sempre alla vita".
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