sabato 4 novembre 2017
Cinque candidati si contendono la poltrona di governatore con un nuovo sistema di elezione dei deputati a Palazzo d'Orleans. La politica lo considera un test importante in vista delle politiche.
In Sicilia 4,6 milioni di cittadini al voto

Dopo settimane di veleni e urla, dopo gli accesi comizi e appelli di ieri sera, la politica sabato 4 novembre è stata in silenzio prelettorale. Si vota domenica 5 novembre: coinvolti poco più di 4 milioni 681.000 elettori siciliani chiamati a scegliere uno dei cinque candidati governatori. Con un avversario in più da battere: l'astensionismo. Le operazioni di voto, si svolgono nella sola giornata di domenica 5 novembre, dalle 8 alle 22.

Lo scrutinio sarà effettuato lunedì 6 novembre, con inizio alle 8 nelle 5.304 sezioni elettorali dell'isola.

La cinquina in corsa per Palazzo d'Orleans

Cinque, dunque gli aspiranti governatori. Per il Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri. Per il centrodestra Nello Musumeci, schierato da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega, Udc, #DiventeràBellissima e Autonomisti. Il rettore di Palermo Fabrizio Micari è l'uomo del centrosinistra sostenuto dal Partito democratico, Alternativa popolare, Sicilia Futura, Idv e Arcipelago Sicilia. La Sinistra punta su Claudio Fava, con Sinistra italiana, Mdp-Articolo1, Verdi, Rifondazione comunista e movimenti civici. C'è, infine, il candidato indipendentista Roberto La Rosa, sostenuto da Siciliani liberi.

Come si vota

Per la prima volta si voterà non più per 90 deputati dell'Assemblea regionale, ma per 70: effetto della norma costituzionale del 7 febbraio 2013, di modifica dello Statuto regionale: quota a cui è stata ridotta, dunque, la composizione di Sala d'Ercole. La scheda di votazione è unica e l'elettore dispone di due voti, uno per la scelta della lista regionale, il cui capolista è candidato alla carica di presidente della Regione, l'altro per la scelta della lista provinciale. Nell'ambito della lista provinciale prescelta, l'elettore può altre sì esprimere la preferenza per uno dei candidati alla carica di deputato regionale compreso nella stessa lista.

Sono 62 i seggi da assegnare col sistema proporzionale nei collegi elettorali provinciali, tra liste che hanno superato lo sbarramento del 5%; sette i candidati della lista regionale, il listino del presidente, che comprende anche il nome indicato per la carica di governatore e da cui attingere fino al raggiungimento della "quota di stabilità": è pari, infatti, a 42 il numero massimo dei seggi attribuibili al fine di agevolare la formazione di una stabile maggioranza. Un seggio di diritto all'Ars spetta al presidente eletto, un altro al candidato arrivato secondo. Le liste devono rispettare il criterio di alternanza tra donne e uomini.


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