giovedì 10 dicembre 2009
Il ministro Scajola: i giudizi della Lega non sono condivisi dalla maggioranza. Ancora attestati di solidarietà all’arcivescovo di Milano da parte di sindacati, associazioni e movimenti.
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Dopo il passo indietro di Roberto Calderoli, Umberto Bossi vuole ricucire con l’arcivescovo di Milano. E ci prova. La retromarcia dell’invettiva leghista contro il cardinale Dionigi Tettamanzi è completata, insomma, dall’annuncio del Senatur: «Chiederò un incontro e nei prossimi giorni andrò a trovarlo». Voci indiscrete già davano l’appuntamento fissato per domani, ma dalla Curia milanese è arrivata la messa a punto: non c’è «alcuna richiesta formale d’incontrare l’arcivescovo».Al di là delle indiscrezioni, come quella che il sindaco di Milano, Letizia Moratti, avesse cercato di favorire l’incontro («Credo che sia il cardinale sia il ministro possano decidere i loro incontri senza mediazione»), emerge la volontà di recuperare in positivo dei vertici del Carroccio, dopo le pesanti critiche al pastore ambrosiano e alle sue parole su immigrazione e accoglienza, e la netta difesa di Tettamanzi da parte del presidente della Repubblica e di tutti gli altri schieramenti politici, oltre che del Segretario di Stato Vaticano.Solidarietà all’arcivescovo ambrosiano è arrivata anche del vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi, Giovanni Giudici. Sullo stesso tono la Federazione di laici e gesuiti impegnati nel sociale e i Medici cattolici milanesi. «Gratitudine» all’arcivescovo per la sua omelia di Sant’Ambrogio anche da Comunione e liberazione. Il movimento fondato a Milano da don Giussani vuole «continuare a collaborare offrendo quella testimonianza a cui il cardinale ci richiama: la sola che consente di fare arrivare “la premura del buon pastore” a qualunque uomo, chiunque egli sia».I giudizi della Lega su Tettamanzi «non sono condivisi da nessuna parte della maggioranza» si è premurato di chiarire il ministro Claudio Scajola. Il responsabile per lo Sviluppo economico ha visto privatamente Tettamanzi, in un incontro prenatalizio che era stato fissato per l’altro ieri. Scajola ha definito gli attacchi del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, «un’uscita estemporanea che Bossi ha subito recuperato». Mentre con un po’ di equilibrismo il mondo politico si dà pena di ricucire lo strappo nel rapporto, mai idilliaco, fra l’arcivescovo di Milano e la Lega (che altre volte in passato lo ha preso di mira dalle pagine del giornale del partito), continuano le manifestazioni di solidarietà al cardinale.Ieri il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha espresso «affetto, stima e solidarietà», ricordando «non solo ciò che la diocesi di Milano fa per i poveri, i disoccupati e gli immigrati, ma anche la vicinanza della pastorale del lavoro al movimento sindacale».Per Gianni Bottalico, il presidente delle Acli milanesi che con la Caritas Ambrosiana e centinaia di volontari stanno gestendo il Fondo voluto da Tettamanzi per aiutare chi perde il posto di lavoro, il Discorso alla città, alla vigilia di Sant’Ambrogio (che ha scatenato gli strali leghisti) «non si lascia arruolare facilmente negli schemi della dialettica politica: in un momento in cui si fa sentire la gravità della situazione economica, le parole del cardinale costituiscono un richiamo perentorio alla responsabilità».
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