lunedì 29 giugno 2020
"È stata un'esplosione di gioia", ha commentato la dottoressa che era di turno. Per il primario Aldo Riccardi "è un segnale di rinascita" dopo i giorni bui del coronavirus
A Cremona 15 nati in 24 ore. Sala parto piena, si nasce in reparto
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Un’esplosione di vita. Come a volersi rifare di tutta la morte passata di lì nei mesi precedenti. L’Ospedale Maggiore di Cremona, dove anche Ginecologia era stata trasformata in reparto Covid e dov’è stata scattata la famosa foto dell’infermiera addormentata stremata sulla tastiera del pc, ha registrato un record di nascite: 15 bambini in ventiquatt’ore, dalle 15 di venerdì alla stessa ora di sabato. Decisamente sopra la media standard, che è di 105 parti al mese, poco più di 3 al giorno.

Nei mesi bui dell’emergenza, da febbraio ad aprile, solo Ostetricia era rimasta operativa come un’oasi di normalità. In tre mesi erano nati trecento bambini, incuranti del via vai di ambulanze a sirene spiegate. Ora, mentre la vita riprende il suo corso anche in ospedale, è in Ostetricia che si va di corsa. Ma con il sorriso. Quindici nati: 10 femmine e 5 maschietti, compresi due gemelli. È un evento «straordinario» fanno sapere dal reparto, mai accaduto finora. L’ultimo dei bambini è stato partorito in una stanza di degenza, ovviamente con l’assistenza di ostetriche e medici, poiché in sala parto era "tutto esaurito".

Per il primario Aldo Riccardi «questo è un segnale di rinascita». E la dottoressa che era di turno in sala parto, e che ha visto nascere un bimbo dopo l’altro, ha commentato: «È stata un’esplosione di gioia».

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