martedì 13 marzo 2018
I magistrati contabili non hanno ancora chiuso le indagini nelle quali si ipotizza un danno di immagine per l'Italia causato dalla caduta del governo Prodi
Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio coinvolti nell'inchiesta della Corte dei Conti

Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio coinvolti nell'inchiesta della Corte dei Conti

La Procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo sui soldi finiti sul conto del Movimento Italiani nel Mondo di Sergio De Gregorio passato nel 2007 con Silvio Berlusconi e tra gli artefici della caduta del governo di Romano Prodi. La Corte dei Conti ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire a Napoli gli atti del procedimento. Difficile invece che si possa approfondire la valutazione su quanto la vicenda della caduta del governo di centrosinistra per via dell'accordo possa avere impattato sui mercati finanziari. Si tratta infatti di una valutazione complessa e legata a diversi fattori che difficilmente potrebbero essere condotti a una sola motivazione. Per questa vicenda Berlusconi, e Valter Lavitola, erano stati condannato in primo grado a tre anni per corruzione, ma poi tutto è caduto in prescrizione. Ad anticipare oggi la notizia dell'apertura del fascicolo della Corte dei Conti è stato Il Tempo.

L'indagine della Corte dei Conti, che potrebbe portare alla richiesta di un maxi-risarcimento a Berlusconi, è legata al presunto danno di immagine per lo Stato che ha avuto conseguenze anche sullo spread. L'indagine dei magistrati contabili era partita dopo la conclusione del processo penale, nel 2015, che aveva portato una condanna di tre anni al fondatore di Forza Italia per corruzione. Il 20 aprile 2017 era arrivata poi la prescrizione in appello. Ma nella stessa pronuncia i giudici della Corte d'Appello di Napoli sottolineavano: «Berlusconi ha agito, pacificamente, come privato corruttore e non come parlamentare nell'esercizio
delle sue funzioni». Di qui il dossier è passato alla Corte dei Conti.

I magistrati contabili, coordinati dal Procuratore regionale, Andrea Lupi, non hanno ancora chiuso le indagini nelle quali si ipotizza un danno di immagine per l'Italia causato dalla caduta del governo e il conseguente crescita dello spread. In base a quanto si apprende nei prossimi mesi potrebbe arrivare «l'invito a dedurre», ovvero la chiusura dell'inchiesta: la posizione che al momento appare a rischio è proprio quella di De Gregorio per il quale i giudici potrebbero chiedere un risarcimento a sei zeri per il danno subìto dal Paese. Anche l'ex premier però potrebbe essere chiamato a risarcire le casse dello Stato.

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