venerdì 15 marzo 2019
Gli organizzatori presentano l'appuntamento di fine marzo (29-31): tre giorni di dibattiti, con una marcia conclusiva. «Un incontro non 'contro', ma 'per'...»
La Conferenza sulla famiglia «oltre le polemiche e le ideologie»
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Famiglia oltre le polemiche, oltre le ideologie, oltre le strumentalizzazioni. È la speranza degli organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie, che si svolgerà a Verona dal 29 al 31 marzo. Oggi le associazioni promotrici hanno presentato l’iniziativa. Tre giorni di dibattiti, anche se con un programma ancora da definire nel dettaglio, e poi una marcia conclusiva per le vie di Verona, che cercheranno di ribadire l’obiettivo autentico dell’evento. Nessun utilizzo strumentale dei temi da sempre legati all’associazionismo familiare, ma una riflessione serena, aperta, non univoca, sulle tante declinazione legate al far famiglia. “Non sarà un incontro “contro” – ha assicurato Toni Brandi, presidente del Congresso mondiale delle famiglie – ma “per” i diritti, la salute, la dignità delle persone coinvolte nell’impegno familiare, madri, padri, bambini”.

Insieme, naturalmente, alla volontà di ribadire la centralità della famiglia nel quadro politico e culturale di un Occidente che sembra aver smarrito la bussola dei valori familiari. Che sono poi condensati negli approfondimenti tematici previsti nella tre giorni veronese. Si parlerà di salute e dignità della donna, bellezza del matrimonio, diritti dei bambini, sviluppo umano integrale, difesa della vita, demografia, politiche familiari, donne nella storia e tanto altro ancora.

Il congresso mondiale – siamo alla 13esima edizione – nasce su iniziativa dell’International organization of family, la realtà capofila di questa kermesse, non molto conosciuta in Italia, presieduta da Brian Brown, che opera dagli Stati Uniti. Ma le organizzazioni più attive sembrano radicate soprattutto nell’Est europeo. Le ultime tre edizioni si sono tenute in Georgia (2016), Ungheria (2017) e Moldavia (2018). A Verona saranno presenti, tra gli altri, il presidente della Moldavia, Igor Dodon, l’ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede, Eduard Hasdsburg-Lothringen, il ministro della famiglia dell’Ungheria, Katalin Novak, l’ambasciatore polacco in Italia, Konrad Glebocki.

Una presenza sovranista che spiega, almeno in parte, l’adesione compatta della Lega all’iniziativa di Verona. Ci saranno Matteo Salvini, il ministro della famiglia Lorenzo Fontana, quello dell’istruzione Marco Bussetti e naturalmente il governatore del Veneto Luca Zaia. Uno schieramento impegnativo che potrebbe rischiare di trasformare il Congresso veronese in una passerella del Carroccio. Ma Massimo Gandolfini, neurochirurgo, leader del Family Day, assicura che gli orizzonti di riferimento del Congresso mondiale sono da una parte la dottrina sociale della Chiesa – oggi ha fatto una lunga citazione di un intervento sulla famiglia di papa Francesco – dall’altra la Carta costituzionale. La presenza massiccia di leader sovranisti dell’Est europeo? Nessun problema. Come non si vorrebbe dare troppo rilievo alle polemiche scatenate i questi giorni dal M5S con dichiarazioni, battute e tentativi di ridimensionare il profilo culturale dell’evento. Che, invece, assicurano gli organizzatori, è di primo piano e tutt’altro che unilaterale dal punto di vista dell’orientamento. È davvero così? Vedremo quando sarà completato il quadro dei relatori, anche se i tanti esperti che hanno già assicurato la loro presenza lasciano ben sperare.

Durante la conferenza stampa, è stato affrontato anche il problema dei finanziamenti. Chi sostiene l’impegno finanziario dell’organizzazione? Nei giorni scorsi, tra le tante voci che circolano intorno a questo evento contestato, era stato detto che risorse cospicue sarebbero state promesse dall’internazionale sovranista dell’Est. Ma Toni Brandi ha risolto il problema. Gli oneri più impegnativi, circa 200mila euro, arrivano da un benefattore che ha attinto dai suoi risparmi personali. Un italiano, un russo, un americano? “Non posso dirlo”, ha tagliato corto Brandi “perché nel Vangelo si legge 'non sappia la tua destra quello che fa la sinistra'. E poi questo benefattore ha chiesto l’anonimato”.

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