venerdì 28 luglio 2023
Di fronte agli ultimi dati del mese di luglio più caldo di sempre, Guterres avverte: non è solo riscaldamento, siamo nell’era dell’ebollizione. Il Presidente esorta l’Italia ad agire: siamo in ritardo
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, chiede ai governi di mettere in campo azioni efficaci per contrastare l’aumento della temperatura globale che mette a rischio l’umanità

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, chiede ai governi di mettere in campo azioni efficaci per contrastare l’aumento della temperatura globale che mette a rischio l’umanità - Reuters

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Non si tratta più “solo” di riscaldamento, ora la Terra è addirittura entrata nell’era dell’ebolllizione. I toni allarmanti e senza troppe esitazioni sono del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Un allarme che nasce, come sempre avviene in caso di clima, dai drammatici dati scientifici: in particolare segue l’annuncio che luglio 2023 è il mese più caldo di sempre, a meno che «non si verifichi una mini era glaciale nei prossimi giorni», cosa naturalmente altamente improbabile.

«L’era del riscaldamento globale è finita. Ora è l’era dell’ebollizione globale» avverte il numero uno del Palazzo di vetro.

La lotta ai cambiamenti climatici è da sempre un tema caro anche a Sergio Mattarella. «In questo periodo l’Italia ha vissuto eventi terribili, legati palesemente alle conseguenze del cambiamento climatico. Di fronte alle drammatiche immagini di quel che è accaduto, a Nord come al Centro come nel Meridione, tante discussioni sulla fondatezza dei rischi, sul livello dell’allarme, sul grado di preoccupazione che è giusto avere per la realtà che stiamo sperimentando appaiono sorprendenti”. Lo ha detto il », ha detto il Capo dello Stato durante l’intervento alla tradizionale cerimonia di consegna del Ventaglio con la stampa parlamentare e i giornalisti accreditati al Quirinale.

I toni di Mattarella sono come al solito pacati, ma le parole che usa sono chiare. «Occorre assumere la piena consapevolezza che siamo in ritardo». Per questo motivo «bisogna agire, da una parte cercando di incrementare l’impegno a salvaguardia dell’ambiente e per combattere le cause del cambiamento climatico – ha aggiunto – e dall’altro lato, è necessario operare per contenere già oggi gli effetti dirompenti di questi cambiamenti, predisponendo strumenti nuovi e modalità di protezione dei territori».

Dunque il cambiamento climatico «è qui. È terrificante. Ed è solo all’inizio» ha dichiarato Guterres. Anche lui chiede l’adozione di immediate azioni radicali..Davanti agli occhi di tutti ci sono le ondate di calore registrate in gran parte del Nord America, dell’Asia e dell’Europa, che, insieme agli incendi in Paesi come il Canada e la Grecia, hanno avuto un forte impatto sulla salute delle persone, sull’ambiente e sulle economie.

E poi ci sono le temperature record.I tanti limiti abbattuti giorno dopo giorno: il 6 luglio, la temperatura media giornaliera (17, 1°C) dell’aria superficiale globale ha superato il record di sempre, diventando il giorno più caldo mai registrato, con il 5 e il 7 luglio subito a seguire. Le prime tre settimane di questo mese sono state le più calde della storia, con la temperatura media globale che ha temporaneamente superato la soglia di 1,5° C al di sopra quindi del livello preindustriale e di allerta per il cambiamento climatico. E, ancora, record per il Mare Mediterraneo, le cui acque superficiali lunedì hanno raggiunto la temperatura più alta mai misurata.

Il giorno più caldo, l’estate più arida, il livello dei mari più alto, l’estensione dei ghiacci polari più ridotta: i nuovi record macinati dal cambiamento climatico si susseguono ormai a un ritmo frenetico, costringendo gli esperti ad aggiornare continuamente le statistiche man mano che i vecchi primati d’archivio vengono polverizzati.

Tutto questo rappresenta «solo l’inizio», dice Guterres, che ai negazionisti climatici ricorda: «Per gli scienziati è inequivocabile: gli esseri umani sono responsabili e l’unica sorpresa è la velocità del cambiamento».

Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) sullo stato del clima, le temperature medie globali degli ultimi 8 anni sono state le più alte mai registrate, mentre nel 2022 la temperatura è stata di 1,15 gradi sopra la media del 1850-1900 (il periodo che viene preso come riferimento per l’età pre-industriale).

«Basta esitazioni» esorta Guterres. «Le prove sono ovunque: l’umanità ha scatenato la distruzione. Questo non deve portare alla disperazione, ma all’azione». Servono ambizioni, l’impegno quindi a raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio il più vicino possibile al 2040 e alle economie emergenti entro il 2050. «La necessità di ridurre le emissioni di gas serra è più urgente che mai. L’azione per il clima non è un lusso, ma un obbligo» aggiunge il segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, Petteri Taalas.

E anche per il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, «il cambiamento climatico è una minaccia esistenziale» ha detto annunciando nuove misure.


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