martedì 29 marzo 2011
È partita quella che il Codacons, promotore dell'iniziativa, definisce la più grande class action pubblica mai avviata in Italia. Al centro 40mila precari della scuola, che chiedono la stabilizzazione della propria posizione lavorativa e 30 mila euro ciascuno di risarcimento per le mancate retribuzioni corrisposte e per i danni subiti.
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È partita oggi quella che il Codacons, promotore dell'iniziativa, definisce la più grande class action pubblica mai avviata in Italia. Al centro il mondo dell'istruzione, rappresentato dai precari della scuola e dai professori universitari a contratto, che dichiarano guerra allo Stato Italiano allo scopo di far valere i propri diritti. Il primo passo di questa mega-azione collettiva è stata la notifica oggi di una diffida ai ministri della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, e della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, con la quale 40mila precari della scuola chiedono la stabilizzazione della propria posizione lavorativa, e 30mila euro ciascuno di risarcimento per le mancate retribuzioni corrisposte e per i danni subiti.Analoga diffida è stata presentata per conto di circa 12mila professori universitari a contratto, operanti nelle facoltà di tutta Italia. "Si tratta di una categoria nata nel 1998 per volere dell'allora ministro dell'Università Luigi Berlinguer, e che, pur avendo compiti e mole lavorativa del tutto identica ai docenti interni, riceve sottolinea il Codacons - un trattamento economico da fame, che si aggira sui 4 euro l'ora, la metà di una colf!! Questi insegnanti, inoltre, sono del tutto privi di copertura previdenziale e assistenziale. La diffida punta a ottenere il ripristino della legalità con conseguente riconoscimento in favore dei professori a contratto sia del rapporto di impiego a tempo indeterminato sia della giusta retribuzione relativa, del trattamento previdenziale e assistenziale, oltre al pagamento delle differenze retributive già maturate negli ultimi 5 anni".La class action avviata dal Codacons, che a breve approderà al Tar, poggia le sue basi sulle leggi comunitarie in materia di contratti a termine, da anni disapplicate dallo Stato Italiano, ed è avvalorata da numerose sentenze dei tribunali di tutta Italia, che riconoscono i diritti degli insegnanti. L'ultima, in ordine di tempo, la sentenza del Tribunale di Genova, che ha condannato il Ministero dell'istruzione a risarcire 15 docenti precari, per il mancato rispetto delle direttive europee che obbligano gli stati membri a limitare il ricorso ai contratti a termine. "La strada per il risarcimento dei danni e per la stabilizzazione del proprio ruolo lavorativo è oramai aperta", afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi, invitando i docenti precari e i professori a contratto ad aderire all'azione collettiva.
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