martedì 13 febbraio 2018
Le norme sui crediti deteriorati presentano aspetti critici, 700mila persone coinvolte in tutta Italia. L'allarme del presidente della Fondazione San Bernardino, onlus delle diocesi lombarde
«Famiglie indebitate per la casa, c'è il rischio usura»

Le nuove regole sui crediti deteriorati rischiano di favorire l’usura. Colpendo le famiglie indebitate per la casa. È l’allarma lanciato da Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, nella veste di presidente della Fondazione San Bernardino, onlus promossa dalle diocesi lombarde per aiutare i «sovraindebitati» e prevenire il ricorso all’usura.

Gualzetti: sempre più persone di ceto medio indebitate per la casa

«Ogni giorno – spiega Gualzetti – ci troviamo a ricevere famiglie che temono di perdere la casa o l’hanno già persa: persone del ceto medio che, in seguito alla crisi economica, non sono riuscite più a pagare il mutuo. Fin qui avevano negoziato con le banche: ma ora gli istituti di credito, per ottemperare alle nuove regole, hanno dovuto cedere i crediti in sofferenza a grossi gruppi internazionali che si affidando per la riscossione ad agenzie senza scrupoli. Il rischio concreto – denuncia il presidente – è che queste persone, non riuscendo a farsi fare più credito legalmente, pur di non perdere l’abitazione ricorrano alle vie illegali: quelle dell’usura». Le «nuove regole internazionali», ricorda un comunicato della Fondazione San Bernardino, costringono le banche a liberarsi dei crediti deteriorati che hanno «in pancia». Da vendere rapidamente. O svendere, anche al 20% del loro valore. Gli acquirenti? Spesso gruppi internazionali che poi, «senza troppi controlli», si rivalgono sui debitori. Fin qui è accaduto soprattutto alle imprese. Ora tocca alle famiglie. A livello nazionale, «sarebbero 700mila le persone coinvolte». E «la situazione rischia di far esplodere il credito usuraio. Infatti, benché secondo dati Eurispes, le province lombarde abbiano indici di permeabilità all’usura inferiori alla media nazionale (44,02), tutte mostrano valori rilevanti con Milano in testa (36,41) e a seguire Varese (27,78), Bergamo (25,37), Brescia (23,84), Cremona (23,50), Monza e Brianza (21,10), Pavia (19,20), Mantova (18,34), Lecco (17,95), Lodi (15,92), Como (15,38), Sondrio (7,41)».

Il Papa: usura, peccato grave. «L'Italia non può tollerare questo dramma»

«Dopo avere parlato tanto di sicurezza del sistema bancario e di organi di vigilanza mi chiedo come sia possibile che in Italia questo dramma, che riguarda i soggetti più deboli, possa essere tollerato. A maggior ragione – riprende il presidente Gualzetti – dopo le recenti parole di papa Francesco che, all’udienza con i rappresentanti delle Fondazioni antiusura lo scorso 3 febbraio, ha ricordato come "l’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune" e ha invitato i responsabili del sistema bancario a vigilare sulla qualità etica delle attività e degli istituti di credito».

Il volontario: serve educazione finanziaria, partiamo dalle parrocchie

«Sì, da qualche tempo sempre più famiglie indebitate per la casa, spesso di ceto medio, vengono a chiedere il nostro aiuto, indirizzate a noi dalle Caritas e dai centri d'ascolto parrocchiali, ma anche dai servizi sociali dei Comuni», racconta Antonio Colzani di Seregno, pensionato, da tempo operatore volontario della Fondazione San Bernardino dopo quasi 40 anni di lavoro in banca. «Quando non riesci più a far fronte ai debiti, quando il mutuo diventa insostenibile, la tua casa finisce all’asta. E se non hai alternative, tu finisci sulla strada. Mentre gli immobili finiscono sovente nelle mani di speculatori. Un problema non solo economico ma sociale che nei prossimi mesi, con le vendite sempre più massicce di crediti deteriorati da parte delle nostre banche, temo che vedremo crescere. Credendo di salvarsi, c’è chi ricorre all’usuraio, figura sempre più spesso legata a organizzazioni criminali italiane e straniere. Ma non meno allarmante è il numero crescente di persone che "abboccano" alle promesse di società finanziarie che, muovendosi sul filo della legalità, prima ti illudono, poi ti spremono. E ti ritrovi peggio di prima. Accade fra chi è indebitato per la propria abitazione come fra i molti che si sono ridotti sul lastrico a causa dell'azzardo: ed è un vero boom quello che abbiamo sotto gli occhi in questi anni. Molto andrebbe fatto a livello politico e normativo. Ma qualcosa di importante possiamo farlo anche a livello di base – suggerisce Colzani – alimentando quella cultura finanziaria che troppe volte manca anche fra le persone istruite. Perché, ad esempio, non inserire occasioni di "educazione finanziaria" nei corsi di preparazione al matrimonio delle nostre parrocchie?».

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