mercoledì 30 marzo 2011
Il Senato ha approvato in via definitiva con 178 voti a favore, 93 astenuti del Pd, e nessun voto contrario il ddl sulla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori. Il provvedimento prevede anche che non venga disposta custodia cautelare in carcere, salvo casi di eccezionale rilevanza, per la donna imputata che abbia un figlio fino a sei anni.
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Il Senato ha approvato in via definitiva con 178 voti a favore, 93 astenuti del Pd, e nessun voto contrario il ddl sulla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori. Il provvedimento prevede, tra l'altro, che non venga disposta custodia cautelare in carcere, salvo casi di eccezionale rilevanza, per la donna imputata che abbia un figlio fino a sei anni. Il limite precedente era di tre anni.Secondo le nuove norme, è possibile disporre la custodia cautelare presso un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Le disposizioni della legge decorreranno dal 1° gennaio 2014, a meno che non venga data attuazione al piano penitenziario già prima di tale data e fatta comunque salva la possibilità di utilizzare i posti già disponibili a legislazione vigente presso gli istituti a custodia attenuata.È prevista la possibilità per la detenuta madre di visitare il figlio che si trovi in grave pericolo di vita o in gravi condizioni di salute. La possibilità, in alternativa, è estesa al padre condannato, imputato o internato, se la madre è deceduta o assolutamente impossibilitata a effettuare la visita. Secondo i dati forniti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, le detenute madri di figli minori di tre anni (questo il riferimento disponibile alla luce della normativa attuale) erano 42 al 31 dicembre 2010.
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