giovedì 19 ottobre 2017
Il ddl che fissa criteri nazionali passa con 317 voti favorevoli, 40 contrari e 13 astenuti. Ad appoggiarlo Pd, M5s, Mdp e i centristi. Ora il provvedimento passa al Senato.
L'aula di Montecitorio

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Primo via libera per l'uso terapeutico della cannabis. L'aula della Camera ha infatti approvato il testo unificato delle proposte di legge Disposizioni concernenti la coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico, con 317 sì, 40 no e 13 astenuti. A favore hanno votato Pd, M5s, Mdp, Sc-Ala, Si-Pos e Psi. Contrari Forza Italia, Lega Nord, Fdi e Udc. Astenuta invece Alternativa popolare. Il testo, che ora passa all'esame del Senato, fissa criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d'accesso, promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l'assunzione.

Le reazioni

«Siamo contenti del punto di caduta che il Parlamento ha trovato e che coincide sostanzialmente con il nostro progetto di legge sul tema, di cui sono primo firmatario», dice il deputato Gian Luigi Gigli (Ds-Cd), per cui «da una parte viene accolta l'esigenza di ordine terapeutico nell'interesse, ovviamente, del malato e, dall'altro, si rigetta ogni altro tipo di uso ludico della cannabis e di ogni tentativo di cavalcare strumentalmente la coltivazione a fini terapeutici per realizzarla secondo modalità che avrebbero fatto rientrare dalla finestra ciò che era stato fatto uscire dalla porta». Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti, secondo cui il ddl approvato da Montecitorio è «una legge utile per tanti italiani malati e in difficoltà». È dunque «una legge positiva - aggiunge il deputato centrista - perchè aiuta l'equità e l'accesso a un prodotto farmaceutico magistrale» ed è «legge saggia che tiene sotto controllo medico e del ministero tutto il percorso della cannabis terapeutica».
Meno convinto il sì dei grillini che sostengono di aver votato a favore «con amarezza» e «per senso di responsabilità nei confronti dei tanti malati che chiedono un intervento in materia, sperando che il Senato possa approvare questa legge». Poi nella prossima legislatura - recita una nota del gruppo parlamentare M5s - l'argomento «dovrà essere affrontato anche attraverso un referendum popolare consultivo, così che i partiti non potranno più nascondersi e dovranno prendersi le loro responsabilità». Per Fratelli d'Italia invece un no secco al ddl, perché « i contorni della norma sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo», afferma il presidente Fdi Giorgia Meloni.

Le novità della legge

Cinque i punti fondamentali del ddl. Innanzitutto il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i tre mesi. Inoltre, i farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Se prescritti per altri impieghi restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l'aliquota Iva ridotta al 5 per cento. In più coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se necessario può essere autorizzata l'importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per un milione e 700mila euro.


Altra novità sono i ruoli affidati agli enti locali. A regioni e province autonome così spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all'Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all'Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l'anno successivo. Infine, nel ddl ci sono norme specifiche che prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull'uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.

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