giovedì 20 luglio 2017
La presidente della camera presenta il Rapporto Jo Cox contro odio e intolleranza. Santerini: «Nasce così il no allo Ius culturae» Boschi: linguaggi sessisti e antisemiti pure tra i politici
Il presidente della Camera Laura Boldrini (Ansa)

Il presidente della Camera Laura Boldrini (Ansa)

«Il 65% degli italiani (contro il 21% dei tedeschi) considera i rifugiati un peso perché godono di alcuni benefit, secondo loro, mentre si ignora il contributo positivo che invece danno in termini di saldi fiscali e contributivi, come ci ricorda sempre il Presidente dell’Inps Tito Boeri». Laura Boldrini presenta i dati della relazione finale della Commissione Jo Cox (l’esponente politica assassinata in Gran Bretagna durante la campagna per la Brexit) che ha istituito contro i fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo.

Per la presidente della Camera, sui temi dell’immigrazione c’è una «clamorosa divaricazione tra i numeri e la realtà percepita. E sono soprattutto le persone che non conoscono, che non hanno accesso ai dati, le persone che probabilmente si limitano ad ascoltare certi esponenti politici o a leggere alcuni giornali, che sono più frequentemente portatrici di atteggiamenti di odio». Ma c’è tanto da lavorare anche contro il sessismo. «Solo il 43,7% degli italiani riconosce che le donne ne siano oggetto. È un dato su cui riflettere», dice Boldrini. «Un odio al quale non sfuggono le donne in politica, bersaglio, come documenta la relazione, di insulti specificamente sessisti, sia da parte di colleghi (inclusi quelli del proprio partito), sia sui social media».

«Le parole fanno male e possono uccidere. Con questo rapporto della commissione Jo Cox, nata su impulso del Consiglio d’Europa, abbiamo voluto affrontare il discorso razzista che diventa di giorno in giorno sempre più normale, specie sul web», dice Milena Santerini, deputata di Democrazia Solidale-Cd e presidente dell’Alleanza contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa. «La dimensione banale dell’intolleranza contemporanea si traduce nell’affermare che le differenze sono inconciliabili e siamo destinati a vivere separati. Non si spiega altrimenti - conclude Santerini - la resistenza a dare la cittadinanza ai nuovi italiani nati e cresciuti qui».

Alla presentazione del rapporto sono intervenuti anche la sottosegretaria Maria Elena Boschi, e i giornalisti Mario Calabresi e Gian Antonio Stella. «È necessario cambiare atteggiamento noi per primi», ha detto Boschi in riferimento al linguaggio della politica. E parla dei «linguaggi sessisti e antisemiti» come di un «retaggio del passato da superare». Si aggiunge un problema in più generato dai social network. Calabresi, che rivela di aver schierato a Repubblica ben sei giornalisti a presidiarli a tempo pieno, racconta di cittadini "normali", anche di educatori, che ha scoperto trasformarsi alle prese con quegli strumenti. E, pur essendo un direttore di giornale, lamenta di non aver mai avuto risposte da Twitter alle sue segnalazioni. «Ma tutte le persone - dice - vanno messe di fronte alle responsabilità per le cose che dicono».

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