Hanno da 14 a 19 anni e sono contro rifiuti tossici e camorra . Caivano, «la scossa»


Pino Ciociola sabato 25 febbraio 2017
Una settimana fa è nato il movimento "I giovani per la speranza": «Siamo ragazzi che non vogliono più tacere. Per il nostro riscatto»

«Serve una scossa alla nostra gente». Adriano ha quattordici anni, ma le idee chiare. Insieme ad altri trentanove ragazzi fino a diciannove anni hanno fondato domenica scorsa a Caivano un movimento, “I giovani della speranza”. La ragione del nome? «La speranza è l’unica cosa che ci resta», spiega Clemy, che di anni ne ha sedici.

Hanno obiettivi chiari: «Vogliamo combattere i rifiuti tossici, la camorra, l’illegalità», dice ancora Clemy. «L’omertà ultimamente sta aumentando molto», aggiunge di nuovo Adriano: «Era arrivato il momento che ci mettessimo anche noi la faccia». Muoiono «tanti bambini in Terra dei fuochi, la nostra terra», continua Francesco, diciotto anni. Ed è come se «ogni bambino che muore fosse nostro fratello – dice Antonella, quindicenne -, allora iniziamo a sentirci male, poi però ci viene quella spinta che ci dice che vogliamo giustizia».

Come combattere? «Protestare, denunciare – è Adriano a farel’elenco di quanto metteranno in campo –, vogliamo sensibilizzare le persone, seminare qualcosa nel loro cuore». È «il riscatto per noi giovani», spiega Antonella...

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