martedì 1 novembre 2011
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«Bisogna fare le gabbie previdenziali, è una bella idea, al nord danno più di quello che ottengono, mentre al sud danno poco e ricevono di più». È la proposta lanciata dal leader della Lega Umberto Bossi, che ne ha parlato alla Festa della zucca di Pecorara (Piacenza). «Il Nord - ha aggiunto Bossi - ottiene meno di quello che paga, il Sud paga il 59% e ottiene di più. Si volevano tagliare le pensioni ai lavoratori del Nord che hanno già pagato, noi ci siamo schierati e li abbiamo fermati». «Il federalismo - ha aggiunto rispondendo a chi dalla platea lo invocava - lo abbiamo già preso, ma non basta, servono le gabbie previdenziali. Ognuno deve ottenere per quello che paga». Secondo Bossi, «a parte la Lombardia che è in pari, le altre regioni del nord, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, danno più di quello che ottengono, mentre al Sud danno poco e ricevono di più». «Le tasse - ha aggiunto il Senatur - permettono di mantenere un pubblico impiego sterminato, milioni di persone vivono alle spalle del nord, ditemi se è un Paese che può durare, Io ho i miei dubbi, non basta metter fuori la bandiera tricolore». «Non ancora, non è mica facile fare le cose». Umberto Bossi ha risposto così a un militante che gli aveva gridato «Umberto, ci hai salvato dal fallimento». «Non è - ha aggiunto Bossi - che uno a va a Roma, schiaccia un bottone ed è tutto a posto». «Sulla famosa lettera all'Europa la Lega è stata determinante, io sto sempre all'erta quando sento parlare d'Europa», ha detto Bossi. «L'Europa - ha aggiunto - vede un Paese che non è quello che è in realtà, ovvero due Paesi divisi, uniti da quei disgraziati dei savoiardi, se il Nord fosse libero sarebbe uno dei Paesi più ricchi d'Europa». «Noi siamo abituati a lottare e non vogliamo andare a picco, il Nord è la prima forza industriale d'Europa e sarà dura mandarci a picco, teniamo duro finché un giorno non saremo liberi», ha aggiunto il leader del Carroccio. E ai militanti che gridavano «Padania libera» e «Secessione», Bossi ha detto che «questo è il grido che fa tremare quei coglionazzi del centralismo romano. Nessuno può fermare il popolo, ci ha provato anche Gheddafi, si è visto che fine ha fatto». «Scrivete dei pezzi che meritereste di essere mandati in galera, pezzi sulla mia famiglia, prima o poi o vi spacchiamo la faccia o vi denunciamo». Così Umberto Bossi dal palco si è rivolto ai giornalisti. «Verrà un giorno - ha aggiunto - che la gente vi piglierà per il collo, la gente ne ha piene le scatole. Questi graffiano le pagine con tutte le balle e i magistrati non li condannano. Loro scrivono, perché si sentono difesi alle spalle, qualcuno meriterebbe qualche cazzottone in faccia». «Sui ministeri, non possono fare niente, sono a Monza e là restano. È il primo passo del Nord che per anni ha subito e taciuto, ora non tace più».CRISI: IPOTESI ALCUNE MISURE LETTERA UE IN LEGGE STABILITÀ Il governo, secondo quanto si apprende, starebbe valutando anche l'ipotesi di inserire nella legge di stabilità alcune misure anticrisi previste nella lettera inviata a Bruxelles dal governo italiano venerdì scorso. Le misure potrebbero essere inserite negli emendamenti alla legge di stabilità la cui presentazione scade giovedì in serata. Questa è una delle possibilità per accelerare il varo delle prime misure contenute nella lettera di 15 cartelle inviata all'Unione europea. Non rientrerebbe tra le possibilità, invece, il varo di una legge omnibus.
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