martedì 22 marzo 2011
Il capo del governo nel capoluogo piemontese per una cena a sostegno del candidato sindaco del Pdl Michele Coppola, affrontato e insultato da 300 giovani. Interviene la polizia, ferito un agente.
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Finisce con scontri tra polizia e manifestanti l’iniziativa dei centri sociali torinesi contro Silvio Berlusconi in occasione della conferenza stampa per la presentazione del candidato Pdl a sindaco, Michele Coppola. Tutto succede all’angolo tra via Roma e via Buozzi, a pochi passi dall’hotel Principe di Piemonte, dove si svolge l’iniziativa elettorale. La tensione sale all’improvviso quando la prima fila dei manifestanti, alcune centinaia, dietro uno striscione che paragona Berlusconi a Mubarak, si mette a saltare proprio di fronte al cordone dei poliziotti urlando slogan. Dopo il lancio di oggetti da parte dei manifestanti, la polizia effettua alcune cariche di alleggerimento. Risultato: un poliziotto ferito e un manifestante denunciato. Per il premier è l’occasione per attaccare chi lo critica. «La scelta dell’insulto è lontana dalla realtà ma devo farmene una ragione visto che anche nei giorni dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia una squadra composta sempre dalle stesse persone e trasportata da una parte all’altra col pulmino, mi ha insultato ovunque facendo dire a tutti i giornali (che l’hanno detto con molta gioia) "Berlusconi contestato"». Poi entra nel merito delle contestazioni. «Al mio arrivo a Torino sono stato accolto da un manipolo di baldi giovani che mi ha gridato "via la mafia" e "mafioso", ma questa è la negazione della realtà perché sono un capo di governo che in meno di 3 anni ha catturato quasi 7mila mafiosi». Non manca la staffilata alla sinistra e ai magistrati. «Ogni volta che mi viene voglia di tornare ad essere un privato cittadino c’è una vocina dentro di me che mi dice "non puoi consegnare il Paese che ami alla sinistra, ancora comunista, in tutte le sue espressioni a partire da coloro che dovrebbero amministrare la giustizia"». C’è tempo anche per un importante annuncio su un’altra delle questioni calde di critica al governo, quella dei tagli alla cultura. «Abbiamo in programma entro quindici giorni una sessione particolare con tutti i ministri e con Tremonti per vedere di ridurre i tagli del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo, ndr)». E spiega: «Vogliamo consentire a teatri come la Scala di Milano, il Petruzzelli di Bari, l’Opera di Roma, il Regio di Torino e altri teatri, di continuare nella loro meritoria attività che è di grande prestigio per il nostro Paese». Immediata la replica del Pd. «Naturalmente ci aspettiamo che agli impegni odierni seguano entro i prossimi 15 giorni decisioni concrete e coerenti del Governo», afferma Piero Fassino, candidato a sindaco di Torino. «Berlusconi si sveglia quando la distruzione e la desertificazione sono già avvenute. Valuteremo, ma di spot sono già piene le sue tv» rincara la dose Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura al Senato.
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