venerdì 4 dicembre 2009
Il Presidente della Cei al convegno dell’Ucsi: «Il Paese ha bisogno di un linguaggio serio e sereno. Nella realtà dei media si avverte l’urgenza di maestri che con la loro testimonianza umana e cristiana, sappiano indicare ai giovani la strada della verità».
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«Il nostro Paese di fronte alle grandi questioni che lo interrogano ha bisogno di un linguaggio serio e sereno, di cultura del rispetto, di passione per il bene comune». Lo ha scritto il presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, in un messaggio che è stato letto questa mattina ai partecipanti al convegno dell’Ucsi, in corso a Roma alla Camera dei Deputati. Del testo il cardinale ha sottolineato l’importanza del «Manifesto per un’etica dell’informazione» promosso dall’Ucsi e ricordando un passaggio del messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali, il cardinale ha messo in guardia gli operatori della comunicazione da un rischio: quello che si corre «quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale». Ha quindi invocato la categoria a curare la «formazione delle nuove generazioni», impegno – ha aggiunto che «ben si inserisce nel percorso che la chiesa italiana ha iniziato proprio ai riguardo della questione educativa». Ed ha proseguito: «Anche nella realtà dei media si avverte l’importanza e l’urgenza di padri e maestri che con la loro testimonianza professionale, umana e cristiana, sappiano indicare ai giovani la strada del servizio alla verità in alternativa a quella del protagonismo».
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