mercoledì 28 maggio 2014
​Commozione, abbracci e lacrime ai piedi della scaletta dell'aereo militare che ha portato a Roma dal Congo i 31 bambini adottati da famiglie italiane, per mesi bloccati da problemi burocratici. L'INNO D'ITALIA CANTATO DAI BIMBI: IL VIDEO
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Commozione, abbracci e lacrime ai piedi della scaletta dell'aereo militare che ha portato a Roma dal Congo i 31 bambini adottati da famiglie italiane, per mesi bloccati da problemi burocratici. Il ministro Maria Elena Boschi inviata dal Governo in Congo è scesa dall'aereo tenendo per mano due tra i più piccoli adottati. Le famiglie che aspettavano in pista hanno accolto i bambini con manifestazioni di gioia, gratitudine e profonda commozione. In viaggio i bambini - ha detto Boschi - hanno dormito molto perché erano stanchi. Sono impazziti di gioia quando una volta atterrati a Ciampino dai finestrini dell'aereo hanno riconosciuto i genitori che li aspettavano sulla pista".
"I nostri lunghi negoziati e le verifiche felicemente concluse da parte congolese hanno avuto in Congo un effetto trascinante, perché, con i bambini adottati dalle famiglie italiane si sono sbloccate le situazioni anche per cittadini di altri Paesi. È stata una liberazione generale". Così all'aeroporto di Ciampino, in attesa dell'arrivo dell'aereo da Kinshasa, l'ambasciatore Cristina Ravaglia, Direttore generale per gli italiani all'estero e per le Politiche migratorie del Ministero degli esteri, ha ricostruito la vicenda dei 31 bambini bloccati per mesi in Congo. "Le irregolarità -aggiunge- nelle adozioni riscontrate da parte congolese non riguardavano le famiglie italiane ma quelle di un altro Paese, il ché aveva bloccato tutto. In particolare alcune adozioni canadesi da parte di famiglie mono parentale che per le leggi di quel Paese non sarebbero potute avvenire. Una posizione che fa parte dei diritti di ciascun Paese, anche perché il tema delle adozioni è delicatissimo. Ma siamo riusciti a superare questo blocco in un tempo inferiore rispetto all'anno che si poteva temere". L'ambasciatore Ravaglia ha sottolineato l'emozione delle 24 famiglie in attesa dei bimbi "che a tutti gli effetti di legge sono loro figli". E ha ricordato i giorni terribili delle mamme e dei papà quando sono stati costretti a lasciare i bambini a Kinshasa.
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