venerdì 28 marzo 2014
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Incredibile. Riccardo è morto di leucemia il 17 novembre 2009. Ad Afragola, dov’era nato: il cuore della Terra dei fuochi. L’altro ieri sera sua mamma Anna Magri è tornata a casa e nella posta ha trovato una lettera per suo figlio: un colpo al cuore già solo così. È salita a casa e col marito hanno aspettato ad aprirla, senza trovare il coraggio. Infine l’hanno fatto. E quel colpo è diventato una rasoiata. Vedendo la bella e lunga lettera firmata dal governatore campano, Stefano Caldoro, insieme alla tessera sanitaria per il piccolo Riccardo ucciso dalla malattia – e ragionevolmente da rifiuti tossici – quasi quattro anni e mezzo fa. Ha pianto la mamma. Il papà. Hanno pianto, a lungo, i nonni.  «Com’è possibile lo Stato non sappia che Riccado non c’è più?».Non riesce a capacitarsi. Gira e rigira quella lettera fra le mani. Incredibile davvero. E davvero indecente. Le viene in mente un episodio: «Un anno dopo la morte di Riccardo, mi chiamò una rivista di quelle specializzate per bimbi  e mamme alla quale ero abbonata, mi chiesero se avessi voluto rinnovare l’abbonamento. Risposi che Riccardo non c’era più, mi dissero di essere addolorati e annullarono subito l’abbonamento. Ecco, ho avuto più rispetto da una rivista che dallo Stato. È come se mi avessero riso in faccia». Ieri sera un’altrettanto bella nota delle Giunta regionale le ha porto le scuse. Ma non c’entra ovviamente: la lettera è loro e prestampata e «la spedizione è stata effettuata dalla Sogei, società del Ministero delle Finanze cui compete la gestione delle tessere».
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